venerdì 25 maggio 2018

USURA BANCARIA E ASSICURAZIONI

Uno dei dubbi principali relativi all’erogazione di un mutuo è se la richiesta di fornire una garanzia aggiuntiva in modo che il prestatore di denaro sia coperto da eventuali imprevisti relativi alla capacità di rimborso del mutuo vada incluso nel calcolo che analizza il superamento del tasso usurario. 


Si. Va incluso nel calcolo, secondo quanto presente nell’art. 1 L. n. 108/1996, il quale, modificando l’art. 644 c.p., considera rilevanti tutte le voci che comportano un costo connesso all’erogazione del credito. Infatti, secondo il disposto dell’art. 644, comma 5, c.p., “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”. Allo stesso modo la Circolare inviata dalla Banca d’Italia nel 2001, ribadita dalla circolare inviata nel 2009 che riporta come “le spese per assicurazioni o garanzie intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito ovvero a tutelare altrimenti i diritti del creditore… se la conclusione del contratto avente ad oggetto il servizio assicurativo è contestuale alla concessione del finanziamento ovvero obbligatoria per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni contrattuali offerte, indipendentemente dal fatto che la polizza venga stipulata per il tramite del finanziatore o direttamente dal cliente”. 




La Corte di Cassazione ha più volte ribadito il concetto, annullando sentenze emesse da numerosi tribunali per via dell’errata interpretazione in fase di giudizio dell’art. 644 del Codice Penale. In particolar modo sono state annullate sentenze relative all’interpretazione della richiesta di coperture assicurative come spese facoltative e, di conseguenza, da non considerare nel computo per il calcolo del superamento del tasso soglia. 

Dal 14 maggio 2011 il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali. Il TEGM risulta dalla rilevazione effettuata ogni tre mesi dalla Banca d'Italia per conto del Ministro dell'Economia e delle Finanze. Le tabelle dei TEGM sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale, sui siti della Banca d'Italia e del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Il TEGM, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, si riferisce agli interessi annuali praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari per operazioni della stessa natura.

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