venerdì 20 ottobre 2017

GLICANA DI PIRAINO: SDL CENTROSTUDI, UN INCONTRO FORMATIVO E INFORMATIVO

Centro Commerciale Consorzio “la Castellana” e SDL CentroStudi: un incontro formativo e informativo per fornire metodi e soluzioni al fine di analizzare Conti Correnti, Mutui, Leasing, Derivati, per riconoscere le anomalie e la scarsa trasparenza del sistema bancario e scoprire le armi da attivare per la difesa dei propri diritti.


Lunedì 16 ottobre, nella splendida cornice dei locali della Capannina Caffè Letterario si è tenuto un incontro formativo e informativo per conoscere e divulgare metodi e soluzioni al fine di analizzare Conti Correnti, Mutui, Leasing, Derivati, per riconoscere le anomalie e la scarsa trasparenza del sistema bancario e scoprire le armi da attivare per la difesa dei propri diritti.

L’incontro è stato voluto dal direttivo del consorzio proprio per dare degli strumenti di difesa ai commercianti e agli imprenditori, ma anche ai semplici cittadini, che si avvalgono di strumenti bancari quali mutui e finanziamenti e, anche , semplice tenuta di conti correnti. Le più frequenti anomalie che si riscontrano sono l’anatocismo (interessi su interessi), l’applicazione di tassi usurai, l’applicazione di costi occulti, la violazione di norme giuridiche, il mancato rispetto delle condizioni pattuite e altro.

Spesso i rapporti con il mondo bancario è affetto da “asimmetria informativa” (giusto per usare le parole dell’ass.Venuto) che provoca, chiaramente, una condizione di disarmo da parte degli utenti. E da ciò bisogna difendersi. Inoltre, l’argomento trattato è stato fortemente caldeggiato dal direttivo anche per i risvolti etici che l’attività che la SDL centro studi svolge.

Infatti nutrita è stata la partecipazione con un interessante dibattito che ha coinvolto i partecipanti con gli esperti della SDL Centro Studi, azienda leader in Italia nel campo delle analisi finanziarie e bancarie, il cui Presidente Onorario è quel Piero Calabrò, magistrato, che tanto si è fatto valere in Italia per le sentenze emanate nella procura di Monza contro lo strapotere bancario. Attività che è sfociata, anche, nella emanazione di quella legge 3/2012 denominata “anti suicidio”, visto che per molti imprenditori, in passato, l’unica soluzione è stata quella di “farla finita” non avendo altre armi di difesa.

Ad introdurre i lavori sono stati Tonino Scaffidi – Presidente del Centro Commerciale Naturale “Consorzio La Castellana”, Federico Venuto – Assessore al Commercio ed Attività produttive del Comune di Piraino, Nunzio Magnano – Managing Director SDL Centrostudi, Francesco Calabria – Consulente Aziendale SDL Centrostudi.


Articolo tratto da  canalesicilia.it 

giovedì 19 ottobre 2017

BANKITALIA, CONSOB E PM. ALLARMI IGNORATI SU ETRURIA: AVREBBERO EVITATO IL CRAC

Articolo tratto dall'edizione de LA STAMPA in edicola il giorno 19/10/2017

Bankitalia, Consob e pm. Allarmi ignorati su Etruria: avrebbero evitato il crac



Via Nazionale informata dei rischi dell’azzeramento dei bond. Lo scontro con Vegas e le denunce alla magistratura aretina.

Un lungo elenco di allarmi sottovalutati o ignorati. Che chiamano in causa Bankitalia, la Consob, la magistratura. La storia dei controlli su Banca Etruria è la storia di un pasticcio, dove individuare delle responsabilità precise oltre a quelle degli amministratori - primi colpevoli del dissesto - sarà piuttosto complicato per la Commissione d’inchiesta. Di certo, le colpe non stanno da un parte sola. Partiamo da Cagli, provincia di Pesaro. Ottomila abitanti e due banche: Banca Etruria e Ba...continua


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Il segretario Pd attacca il vertice dell'Istituto centrale: sono mancati i controlli. Ma Veltroni e Napolitano criticano la mozione Dem: “Ingiustificabile e deplorevole”

mercoledì 18 ottobre 2017

CASSAZIONE DI NUOVO CONTRO L'ANATOCISMO BANCARIO

No alla capitalizzazione degli interessi anche se annuale


La Cassazione nuovamente sull’anatocismo. No alla capitalizzazione degli interessi anche se annuale, a maggior ragione a seguito della legge 49 del 2016 che ha recepito la giurisprudenza in materia. Il correntista ha ragione ha chiedere l’annullamento della clausola anche se si trattava di «uso bancario»

Un’altra significativa decisione che dà un ulteriore secco “stop” alle banche in tema di capitalizzazione degli interessi dei conti correnti è giunta in data di ieri dalla Corte di cassazione che ha ribadito per l’ennesima volta che gli usi bancari in materia di anatocismo non hanno alcun valore normativo ed una volta disconosciuta la loro natura di fonte di diritto la disciplina applicabile non può che essere quella legale, sicché in difetto di successiva diversa pattuizione posteriore alla scadenza degli interessi, questi ultimi possono produrre a loro volta interessi soltanto dalla data della domanda giudiziale (ricorso monitorio). 

In sostanza, in tema di controversie relative ai rapporti tra la banca e il cliente correntista, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo a un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente e negoziato dalle parti in data anteriore al 22 aprile 2000, il giudice, dichiarata la nullità della predetta clausola, per contrasto con il divieto di anatocismo stabilito dall'art. 1283 c.c., deve calcolare gli interessi a debito del correntista senza operare alcuna capitalizzazione. 

È quanto fra l’altro stabilito dall’ordinanza n. 24293 pubblicata il 16 ottobre 2017, che ha accolto il ricorso di una srl correntista. Inoltre, rilevano i giudici di legittimità, è destituita di fondamento l’obiezione della banca secondo cui la nullità della clausola anatocistica avrebbe ad oggetto esclusivamente il periodo trimestrale di capitalizzazione, lasciando in vita la convenzione integrabile per via interpretativa. 

Il vizio di nullità, infatti, afferisce alla intera clausola, in quanto la convenzione viola la norma imperativa prevista dall'art. 1283 c.c. applicabile "ratione temporis" al rapporto di garanzia in esame, non assumendo pertanto rilievo la intervenuta recezione normativa del divieto di capitalizzazione degli interessi bancari soltanto con l'art. 1, comma 629, della legge 27.12.2013 n. 147, normativa, peraltro, successivamente, integralmente ridisciplinata dall'art. 17 bis, del decreto legge 14 febbraio 2016, n. 18 convertito con modificazioni dalla L. 8 aprile 2016, n. 49 (recante "Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio") che ha sostituito l'art. 120 del Testo Unico delle leggi bancarie, atteso che la legge n. 147/2013 si è limitata a "normativizzare" un indirizzo giurisprudenziale del Giudice di legittimità già stabilizzato. Insomma, ancora una volta la giurisprudenza conferma la bontà delle azioni a tutela dei correntisti defraudati dall’avidità degli istituti bancari e ci consente di agire con più vigore nelle numerose cause avviate dallo “Sportello dei Diritti” in materia.





mercoledì 4 ottobre 2017

UN'ALTRA SCONFITTA GIUDIZIARIA PER LA BANCA POPOLARE DI BARI

La Banca Popolare di Bari è protagonista di un’altra sconfitta giudiziaria, infatti l’istituto sarà costretto, in forza di una sentenza della quarta sezione civile del tribunale di Bari, a rendere accessibile il registro elettronico contenente l'ordine cronologico di vendita delle azioni della Banca Popolare di Bari. 

La sentenza condanna la banca a consegnare copia del registro elettronico, in cui sono elencate tutte le operazioni di compravendita delle azioni in ordine di tempo, a un socio della stessa banca che ne aveva fatto richiesta.

È quanto riporta la pagina di Repubblica di Bari 

L'istituto si era opposto alla richiesta dichiarando che in questo modo si sarebbe violata la privacy degli altri azionisti, ma il giudice ha respinto l'opposizione. Fra i soci-azionisti della banca in molti, già in occasione del primo svalutamento del valore azioni, avvenuto nel 2016, sospettano che ci siano stati favoritismi. 

Quella sentenza nasce da un decreto ingiuntivo presentato in estate da un azionista barese, assistito dall'avvocato Domenico Romito, che nel 1996 aveva acquistato circa 430 azioni, cercando di rivenderle a partite dal dicembre 2015: "Più volte la banca si era rifiutata di consegnare l'ordine cronologico di vendita adducendo non meglio identificate esigenze di riservatezza". La sentenza del giudice è però chiara: "Il socio deve essere ammesso all'esame dei registri elettronici degli ordini di vendita e di acquisto e quindi ha diritto di ricevere copia documentale delle relative risultanze e per tale ragione è legittimato ad avvalersi dello strumento processuale monitorio per ottenere la consegna di tale documentazione".

Adesso l'esame di quel registro secondo l'avvocato Romito "consentirà la verifica della posizione del socio al momento del conferimento dell'ordine e di comprendere se l'ordine non è stato eseguito in favore di altri soci che hanno presentato dopo la richiesta di vendita. Sarà possibile fare luce sulla regolarità delle transazioni". Dal fronte dell'istituto però c'è la massima tranquillità: "La Banca si è sempre comportata in maniera trasparente, dovendo sempre tutelare la privacy della propria clientela".



martedì 3 ottobre 2017

BANCHE: LA TEMPESTA È DAVVERO PASSATA?

I media celebrano la fine della crisi delle banche: Etruria, Banca Marche e Carichieti ora sono nel gruppo Ubi, Carife è stata affidata alle cure di Bper, le due ex popolari venete sono state comprate da Intesa Sanpaolo e con l'acquisto da parte di Credit Agricole delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato sono salvi anche gli ultimi istituti che rischiavano di fare crac.


Ma abbiamo davvero la certezza che la tempesta, che è costata al momento più di 60 miliardi, di cui un terzo a carico dei contribuenti, sia davvero passata? 


Analizzando i dati forniti dalle banche, l’impressione è che non sia assolutamente così. 

Carige ha infatti la necessità di trovare un miliardo su circa 200 milioni di capitalizzazione entro la fine dell'anno. 

Lo stesso ad, Paolo Fiorentino, ha detto ai soci che nel caso in cui l'aumento non andasse a buon fine, sarà necessario andare a Francoforte a discutere del futuro della Banca. 

L'operazione di conversione dei bond subordinati in bond senior messa in atto è infatti parte della manovra di rafforzamento patrimoniale messa in piedi da Fiorentino, che ha tra i suoi cardini anche l'aumento di capitale fino a 560 milioni e la cessione di asset. 

Il tutto entro il 31 dicembre, come chiesto dalla Bce, quindi in tempi molto stretti. A Siena invece c'è grande attesa per il ritorno in Borsa a metà ottobre di Mps: l'ultima parola spetta alla Consob che ha sospeso il titolo dalle contrattazioni lo scorso 23 dicembre. 

Il prezzo delle azioni del nuovo Monte di Stato girerà attorno ai 4,3 euro, secondo le stime degli analisti, ma i riflettori del mercato sono accesi anche sul rapporto fra i nuovi soci: oltre al Tesoro, con il 70%, le Generali che vogliono far pesare il loro ruolo di secondo azionista con il 4,3% in vista del rinnovo del cda. 

Il Monte dei Paschi e Carige sono la dimostrazione lampante di come i crediti deteriorati zavorrino gli istituti di credito italiani, rischiando costantemente di portarli sull’orlo della bancarotta. Sorvegliate speciali sono anche le BCC, in piena evoluzione fra Iccrea e a Cassa Centrale. Il sistema cooperativo dovrà affrontare mesi di pulizie ulteriori dei bilanci con sullo sfondo l'Aqr, ovvero la revisione degli attivi, e gli stress test che verranno tenuti per la prima volta dalla Bce a primavera del prossimo anno.


PER APPROFONDIRE