giovedì 13 luglio 2017

ADDIO EQUITALIA: ARRIVA "RISCOSSIONE"

Il 1 luglio è nata la nuova Agenzia Entrate – Riscossione, che prende il posto di Equitalia.  

Ma cosa cambia davvero? 

Per prima cosa, le cartelle esattoriali e, in genere, tutte le iscrizioni a ruolo e i procedimenti in corso non spariranno nel nulla: alla loro gestione ci penserà la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico che avrà dei poteri senza dubbio maggiori e più penetranti di Equitalia. In più l'Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà la possibilità di accedere direttamente sui conti dei contribuenti così come Agenzia delle Entrate sin dal 2006. In altri termini, qualora il contribuente, nonostante la notifica di un avviso di accertamento esecutivo o di una cartella di pagamento decidesse di non versare le somme intimate, il nuovo organismo potrà acquisire con estrema facilità tutte le informazioni necessarie per procedere in via cautelare o esecutiva nei confronti del debitore (reperire informazioni relative ai conti bancari o postali, ai rapporti di lavoro ecc.). Azioni che Equitalia non era autorizzata a fare. 

Grazie al nuovo decreto fiscale, sarà possibile per l’agenzia adibita alle riscossioni accedere alle banche dati che, invece, erano vietate ad Equitalia, in modo da poter avere un prospetto completo dei beni eventualmente pignorabili. Al momento però il passaggio da Equitalia a Agenzia delle Entrate-Riscossione è bloccato da due gravi problemi. 

La Corte dei Conti, ha fatto sapere al Tesoro che la nomina dell’attuale numero uno di Equitalia Ernesto Maria Ruffini a capo dell’Agenzia in cui confluirà il braccio della riscossione “desta perplessità”. Le perplessità sono date dal fatto che la nomina proposta è in violazione della Legge Severino, che sancisce il divieto di affidare posizioni di vertice in un’amministrazione pubblica a chi nei due anni precedenti abbia svolto incarichi “enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico”. 

Il Consiglio di Stato ha rinviato al 27 luglio la decisione sul passaggio senza concorso dei dirigenti di Equitalia (formalmente una società privata) alle Entrate, contro cui ha presentato ricorso il sindacato dei dirigenti pubblici Dirpubblica. In caso contrario si configurerebbe, secondo la tesi di Dirpubblica, una violazione dell’articolo 97 della Costituzione e la loro nomina risulterebbe illegittima, come è accaduto nel caso dei “dirigenti incaricati” bocciati dalla Consulta. Il giudice amministrativo d’appello non ha accolto la sospensiva immediata, non ravvisando un danno “attuale”, ma ha fissato la discussione in camera di consiglio per il prossimo 27 luglio.

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