mercoledì 16 novembre 2016

TRIBUNALE DI TORINO – SENTENZA FAVOREVOLE - USURA OGGETTIVA

Nell’articolo di ieri spiegavamo come nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.



Siamo quindi lieti di trasmettervi la recentissima sentenza favorevole emessa dal Tribunale di Torino, Dott. Conca ed ottenuta dall’Avv. Elio Gnocato (foro di Torino).

La sentenza è interessante in quanto ritenendo la condotta adottata dalla Banca contraria a buona fede, il Giudice ha statuito che l’assenza del contratto e gli effetti derivanti non possano che ricadere sulla Banca stessa.

Purché sia stata effettuata l’istanza ex art. 119 TUB previamente alla causa di merito, nessun interesse è dovuto.

La tesi dell’usura oggettiva è condivisa tantè che “ai fini della verifica dell’usura è chiaro che si debba conteggiare anche l’impatto della capitalizzazione perchè non consentita e delle CMS perchè in ogni caso no validamente convenuta…”.

Gli importi indicati nella perizia redatta da SDL Centrostudi pienamente confermati.

Come ci sottolinea lo stesso Avv. Gnocato “per i Colleghi è interessante come prospettazione delle doglianze effettuate e da effettuarsi così come elencate nei punti pag. 3-4. Nonchè le questioni “controverse” indicate. Fornire una buona risposta significa redigere un buon atto di citazione.”

Per leggere la sentenza integrale vi invitiamo a consultare il nostro sito.

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