martedì 29 novembre 2016

INAUGURATO LO SPORTELLO CONTRO I CRIMINI BANCARI

È stato inaugurato il 23 novembre alle ore 11, e sarà reso operativo entro il mese di dicembre, presso la sede comunale di Piazza Diritti dei Bambini a Bussero, in provincia di Milano, il nuovo sportello sperimentale che permetterà a cittadini, imprese, e famiglie, di essere assistiti e supportati per verificare e correggere eventuali distorsioni sistemiche, carenze nella trasparenza informativa, e anomalie operative, nell’ambito dei rapporti con gli istituti bancari e il sistema del credito.

L'obiettivo è il servizio di assistenza e di tutela socio-economica supportato da Leganet srl e dal Centrostudi SDL SpA.



Grazie a questa importante iniziativa che nasce dall’accordo tra Legautonomie e l’Istituto Nazionale revisori Legali, già avviata in fase sperimentale in altri 5 comuni, sarà possibile avere una consulenza specialistica per verificare eventuali rischi derivanti da anomalie, con particolare riferimento all’applicazione dei tassi di interesse operate dagli istituti bancari.

“Siamo orgogliosi di poter ospitare questo servizio sul nostro territorio -ha dichiarato il Sindaco di Bussero Curzio Rusnati– e di poter offrire un’ ulteriore opportunità di supporto e consulenza gratuita alle famiglie su tematiche così complesse come quelle bancarie, che devono essere comprese correttamente, per evitare il rischio di compromettere situazioni che in questo periodo sono spesso già troppo difficili per i nostri cittadini”.

lunedì 28 novembre 2016

QUANDO LA BANCA VIENE STANGATA: ALTRA VITTORIA DI SDL CENTROSTUDI

Nonostante la prassi sia espressamente vietata dalla Corte di Cassazione dal 1999, alcuni istituti di credito continuano a praticare tale capitalizzazione di interessi, confidando in una pronuncia del CICR (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) datata 9 Febbraio 2000. Ma SDL Centrostudi è intervenuta, con successo!



In particolare, la delibera in oggetto ha fissato il principio per cui sono valide le pattuizioni del contratto bancario che prevedano l’anatocismo purché vi sia la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e quelli passivi.

Il Tribunale di Cremona, con ordinanza del 7 novembre 2014, ha concesso una consulenza tecnica d’ufficio in una causa nella quale un cliente di SDL Centrostudi patrocinato dall’Avvocato Serafino Di Loreto ha ottenuto, contro la Banca di Credito Cooperativo, il riconoscimento delle proprie spettanze secondo una duplice opzione e previsione:
  • In un primo calcolo si attribuisce al correntista la somma di € 399,74
  • mentre in una seconda rielaborazione la somma di € 260,35
Gli interessi passivi riscontrati nel conto erano pari a € 759.446,12 e rispetto ad essi il C.T.U., pur facendo riferimento alle direttive del C.I.C.R. dell’anno 2000, ha effettuato una totale rideterminazione, anche alla presenza di conti anticipi, per giungere alle conclusioni di cui sopra favorevoli all’attore della causa.

Con le decisioni dei giudici in questo contenzioso si è dimostrato che la perizia curata da SDL Centrostudi ha conseguito un risultato di altissimo profilo anche per la fattispecie giuridica, non limitata al semplice elaborato econometrico, ma relativamente anche alla rideterminazione di tutti i saldi che nelle diverse partite, debitorie e creditorie, debba essere sviluppata nell’ambito di un contenzioso legale.

Per leggere la sentenza integrale andate sul nostro sito

domenica 27 novembre 2016

OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES

Titola il Financial Times: "Troubled Italian banks face fresh risk of failing if Renzi loses vote".   In fondo all'articolo i nomi degli 8 istituti a rischio.

C'è da rimanere sconcertati di fronte a questa notizia riportata dal Financial Times e ripresa da alcune testate nazionali tra cui La Stampa e Repubblica. Sconcertati perché? Perché questo dimostra ancora una volta quanto sia fragile l'equilibrio delle banche europee. In particolare quelle italiane ma, come abbiamo più volte ripetuto, non c'è da fidarsi neppure delle solide banche tedesche come la  Deutsche Bank!

 


Dunque, sempre secondo il Financial Time, se il prossimo 4 dicembre «il premier Matteo Renzi perderà il referendum costituzionale fino a 8 banche italiane, quelle con più problemi, rischiano di fallire». 

L’allarme del Financial Times è confermato anche da Goldman Sachs, che aveva sottolineato i rischi per il sistema bancario legati alla vittoria del No, mentre il Financial Times in un commento aveva ipotizzato la possibilità di un'uscita dell'Italia dall'euro. 

«Renzi che ha detto che si dimetterà se perderà il referendum, ha promosso una soluzione di mercato per risolvere i problemi da 4.000 miliardi di euro del sistema bancario italiano». E nel caso di dimissioni di Renzi i banchiere temono «la protratta incertezza durante la creazione di un governo tecnico». 

Secondo l'autorevole testata finanziaria gli 8 istituti a rischio sono:
  • Monte dei Paschi di Siena 
  • la Popolare di Vicenza
  • Carige
  • Banca Etruria
  • CariChieti
  • Banca delle Marche 
  • CariFerrara.

Non è la prima volta che poniamo dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano
Questa, ancora una volta, ne è la riprova. Sconcertante che basti un voto popolare per cambiare le sorti di istituti di credito che dovrebbero invece essere un esempio di solidità, ma che come sappiamo negli ultimi anni, si sono comportati in maniera più che illecita nei confronti degli stessi correntisti, preferendo le speculazioni finanziare alla solidità della buona amministrazione.  


Articoli già pubblicati da SDL Centrostudi  


martedì 22 novembre 2016

CONTI CORRENTI ALLEGGERITI ALL'UNICREDIT: MA, PER UNA VOLTA, NON È ANATOCISMO

Una dipendente della filiale di piazza Roma della Unicredit a Cremona avrebbe sottratto denaro dai conti di almeno due correntisti, di sicuro da quello di una persona anziana che si è già affidata ad un legale e, altrettanto certamente, da quello di una persona ormai deceduta, i cui eredi hanno a loro volta allertato un avvocato.

Sicuramente ciò è stato fatto all'insaputa dei vertici della banca, tanto che Unicredit stessa si dichiara parte lesa, ma solleva una questione importante: che differenza c'è fra sottrarre dei soldi dai conti correnti come in questo caso e sottrarli tramite anatocismo e usura bancaria? In entrambi i casi viene commesso un reato, e spesso è molto più complesso risalire ai retati di anatocismo e usura. Ecco perché c'è la preanalisi gratuita  di SDL Centrostudi a venirvi in aiuto per scovare illeciti sul vostro conto bancario. 


La filiale di Cremona coinvolta

LE BANCHE ITALIANE CAUSERANNO LA PROSSIMA CRISI?

A inizio mese abbiamo pubblicato un articolo in cui commentavamo la sicurezza delle banche italiane, notando come la situazione sia particolarmente sconfortante.



A quanto scritto allora, si aggiunge un’altra pessima notizia per tutti i risparmiatori. Steve Eisman, colui che aveva intuito che i mutui subprime, i prestiti concessi con scarse garanzie e poi «impacchettati» in rischiosi prodotti finanziari, avrebbero incrinato l’economia americana e quindi affossato Wall Street, sostiene che la prossima crisi economica è vicina. E la colpa, spiega, è delle banche italiane che sono imbottite di crediti deteriorati, i cosiddetti Npl («Non performing loans»), frutto di finanziamenti concessi dalle banche a famiglie e imprese finite male e valutati il doppio del loro valore reale gonfiando quindi in modo pericoloso il capitale delle banche.

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo la lettura di questo articolo de La Stampa e questo del Guardian.

mercoledì 16 novembre 2016

TRIBUNALE DI TORINO – SENTENZA FAVOREVOLE - USURA OGGETTIVA

Nell’articolo di ieri spiegavamo come nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.



Siamo quindi lieti di trasmettervi la recentissima sentenza favorevole emessa dal Tribunale di Torino, Dott. Conca ed ottenuta dall’Avv. Elio Gnocato (foro di Torino).

La sentenza è interessante in quanto ritenendo la condotta adottata dalla Banca contraria a buona fede, il Giudice ha statuito che l’assenza del contratto e gli effetti derivanti non possano che ricadere sulla Banca stessa.

Purché sia stata effettuata l’istanza ex art. 119 TUB previamente alla causa di merito, nessun interesse è dovuto.

La tesi dell’usura oggettiva è condivisa tantè che “ai fini della verifica dell’usura è chiaro che si debba conteggiare anche l’impatto della capitalizzazione perchè non consentita e delle CMS perchè in ogni caso no validamente convenuta…”.

Gli importi indicati nella perizia redatta da SDL Centrostudi pienamente confermati.

Come ci sottolinea lo stesso Avv. Gnocato “per i Colleghi è interessante come prospettazione delle doglianze effettuate e da effettuarsi così come elencate nei punti pag. 3-4. Nonchè le questioni “controverse” indicate. Fornire una buona risposta significa redigere un buon atto di citazione.”

Per leggere la sentenza integrale vi invitiamo a consultare il nostro sito.

martedì 15 novembre 2016

USURA BANCARIA E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

L'Usura e l'Usura Bancaria nelle sue varie forme (usura oggettiva e soggettiva oppure originaria e sopravvenuta), formano oggetto di numerosi contenziosi attivati da numerosi clienti di SDL Centrostudi contro le banche. Cerchiamo oggi di comprendere quale è il significato di Usura Bancaria nelle sue diverse forme: usura oggettiva e soggettiva nonché originaria e sopravvenuta.


Quando c’è Usura? 

 L’usura, come noto, è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse elevati: più precisamente è definito usurario il tasso di interesse sulle operazioni di finanziamento che supera le soglie stabilite dalla legge. Ogni 3 mesi la Banca d’Italia, stabilisce il tasso di interesse massimo, detto ‘tasso soglia’, che in materia bancaria e non i creditori possono applicare ai clienti all’atto dell’accensione di un rapporto di finanziamento, mediante un complesso meccanismo di calcolo. Per la verifica di quale sia il tasso medio praticato tempo per tempo consigliamo di utilizzare questa pagina del sito della Banca d'Italia. Per determinare se vi sia usurarietà bancaria degli interessi diviene peraltro determinante valutare quali oneri vadano inclusi per il raffronto con il tasso soglia: solo gli interessi convenzionali? anche le penali (ad esempio quelle di estinzione anticipata) e le spese? anche gli interessi moratori possono essere usurari? ed in tal caso, valutati separatamente o occorre sommare il tasso convenzionale con il tasso di mora? Le difficoltà di valutazione circa l'esistenza dell'usurarietà bancaria degli interessi attengono proprio a tali questioni.

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Usura bancaria: Usura Originaria e Sopravvenuta. 

In materia di Usurarietà Bancaria degli interessi, la giurisprudenza ha individuato diverse fattispecie di usurarietà degli interessi: si parla di usura originaria e sopravvenuta, soggettiva e oggettiva.

L’usura bancaria originaria è quella di cui alla L. 24/01 che con norma di interpretazione autentica ha stabilito che, ai fini dell’applicazione sia dell’art. 644 c.p. che dell’art. 1815 c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono stati promessi o convenuti a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento. Quindi per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassi occorre fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto. Se il tasso soglia è violato si applica l’art. 1815 c.c. che sancisce la nullità della relativa clausola e la conseguente non debenza di alcun interesse da parte del cliente: il prestito concesso diventa in sostanza a titolo gratuito e il cliente può agire per la ripetizione di tutte le somme versate a titolo di interessi, spese e competenze.

L’usura bancaria sopravvenuta, invece, si verifica quando il contratto prevede un tasso di interesse non usurario al momento della stipula (perché stipulato prima della L. 108/1996 o perché conforme al tasso soglia vigente in quel momento), ma che è divenuto tale nel corso del rapporto a seguito della variazione dei tassi soglia nei citati decreti ministeriali. Ove si ammetta la ricorrenza di tale ipotesi di usura bancaria sopravvenuta, generalmente si indica che sorgerebbe un mero obbligo di rideterminazione degli interessi entro i limiti della soglia e la conseguente inopponibilità al cliente soltanto della misura dei tassi eccedente tale limite: sostanzialmente il cliente avrebbe diritto alla restituzione soltanto della differenza tra il tasso applicato e il tasso soglia e solo per il periodo di superamento.
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Usura bancaria: Usura Oggettiva e Soggettiva.

La fattispecie di Usura (anche bancaria) dal profilo penalistico si caratterizza per la mera predeterminazione normativa di un tasso soglia per ogni tipologia di finanziamento e operazione di credito al di sopra del quale l’interesse diventa usurario e questa fattispecie viene definita usura oggettiva.

Nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.

Infine, l’usura soggettiva è descritta dalla seconda parte del terzo comma dell’art. 644 c.p. e prevede che “sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori [al limite stabilito dalla legge] che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro […], quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. In tale seconda figura di usurarietà bancaria degli interessi, detta appunto soggettiva, il legislatore ripropone il requisito delle condizioni economiche del mutuatario (già presente nella cosiddetta usura impropria di cui all’art. 644 bis c.p. in vigore dal 1992 al 1996) e introduce la nuova nozione normativa di “interessi comunque sproporzionati rispetto al capitale prestato” valutati in base alla concreta situazione economica e finanziaria (soggettiva) del soggetto che li ha dati o promessi.

In questo secondo caso la norma mira a tutelare, con valutazione soggettiva, il patrimonio delle persone in situazioni di difficoltà economiche o finanziarie in cui possono temporaneamente versare dagli effetti di contratti di finanziamento contenenti clausole che prevedano il pagamento di interessi “sproporzionati” in relazione al capitale prestato e considerati i tassi di interesse mediamente praticati dal sistema finanziario, al tempo della concessione del credito, per quel tipo di operazione (quindi fido, mutuo, leasing o altro).

Il mutuo erogato dalla banca può essere considerato usurario anche se sul contratto fatto firmare al cliente vi è la cosiddetta clausola di salvaguardia in favore dell’istituto di credito, clausola con cui si stabilisce che la misura degli interessi di mora non può mai superare il tasso soglia dell’usura. Infatti per verificare se il mutuo è usurario o meno è necessario sommare agli interessi moratori tutte le commissioni e le spese sostenute dal cliente per l’accensione o il recesso dal finanziamento (si pensi alla commissione di estinzione anticipata). Tutte tali voci vanno, infatti, a incidere sul costo sopportato dal cittadino e, quindi, possono rilevare per stabilire se il conto finale sfori o meno il tetto dell’usura. Dunque, la presenza della clausola di salvaguardia, che fa salvi solo gli interessi di mora riportandoli sempre a un tasso “legale”, non esclude che l’usurarietà del mutuo possa scattare proprio a causa di altre voci di spesa collaterali, ma comunque conseguenti al prestito, gravanti comunque sul cliente.

lunedì 14 novembre 2016

TRIBUNALE DI BERGAMO – Sentenza positiva leasing

È con soddisfazione che Vi inviamo una sentenza emessa dal Tribunale di BERGAMO che accoglie le nostre domande relativamente ad un contratto di leasing supportato da perizia SDL e patrocinata in giudizio dall’Avv. Sabrina Breda (foro di Padova) di cui di seguito abbiamo il piacere di riportarvi direttamente i suoi commenti:

Trattasi di contratto di leasing ove il tasso di mora supera da solo il tasso soglia usura.

Il Giudice sanziona il leasing alla restituzione non solo degli eventuali interessi di mora pagati dal cliente, ma anche degli interessi corrispettivi.

Nella sentenza viene disattesa la maggiorazione di 2,1% prevista dalla Banca d’Italia che il Giudice ha reputato essere illegittima

Il giudice ha così statuito la restituzione all’attrice di tutti gli interessi corrispettivi pagati, in quanto non erano stati pagati interessi moratori.

Condanna altresì la banca al pagamento delle spese legali.




Si riportano brevi stralci della sentenza:

La normativa è chiara, e non dà adito ad alcun dubbio: l’usura, sia penale che civile, sussista alla condizione che gli interessi, superiori al tasso soglia, e perciò usurari, siano dati ovvero anche solo promessi o convenuti.



Ai fini della valutazione circa l’usurarietà si devono considerare tutte le componenti del credito, escluse soltanto le tasse e le spese, e quindi anche gli interessi moratori.

L’assunto della convenuta, secondo cui nella fattispecie concreta non sarebbe configurabile l’usura, dato che non sono mai stati applicati interessi moratori, non è quindi condivisibile.



La legge stabilisce un’unica soglia media delle remunerazioni, a qualsiasi titolo convenute, e dunque valuta insieme tutti gli interessi, siano essi corrispettivi e/o moratori; pur non disconoscendone la diversa funzione, essa ha inteso porre un limite massimo e perentorio, entro il quale ricomprendere tutti ci costi del credito, pertanto, ogni pattuizioni eccedente configura usura.



Appurato che gli interessi moratori rilevano ai fini dell’usura, e appurato che il tasso soglia da prendere in considerazione è quello stesso fissato dalla legge per gli interessi corrispettivi, si tratta, a questo punto, di stabilire le conseguenze dell’eventuale superamento del limite.
Anche su questo fronte si contrappongono due indirizzi: quello che predica la conversione forzosa del mutuo usurario in mutuo gratuito (ad esempio Corte d’Appello Venezia 18 febbraio 2013), e quello invece che ritiene la nullità (c.d. parziale) della sola clausola relativa agli interessi moratori, con conseguente debenza in ogni caso degli interessi corrispettivi (ad esempio Tribunale Milano 8 marzo 2016).

Il Giudice ha ritenuto di aderire al primo orientamento con le motivazioni ivi indicate.

giovedì 10 novembre 2016

CONVEGNO SULL'USURA BANCARIA E NEL GIOCO D'AZZARDO

Il Convegno venerdì 11 novembre 2016 presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Comunale di Castellana Grotte alle ore 18:30.


Il Lions Club Noci dei Trulli e delle Grotte insieme al Lions Club Monopoli e all’Associazione Culturale Favor Debitoris, ha organizzato il convegno sul tema “Usura bancaria e usura nel gioco d’azzardo”, l’incontro patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Castellana Grotte, si terrà venerdì 11 novembre alle ore 18:30 presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Comunale di Castellana Grotte.
Il tema è quanto mai attuale nel perdurare della crisi economica e alla luce dei notevoli cambiamenti in atto nella società. In particolare:
se non si risolve il nodo delle sofferenze bancarie con un nuovo rapporto (un new deal) fra banche ed imprese, l’economia non potrà mai ripartire.
il gioco d’azzardo è diventata la prima leva con cui l’usura criminale si diffonde

Dopo i saluti dei Presidenti, Ing. Stefano Elefante e Prof. Paolo Centomani e del Primo Cittadino Prof. Francesco Tricase, relazioneranno sul tema:
– Mons. Don Alberto D’URSO
(Presidente Consulta Nazionale Antiusura, Presidente Fondazione Antiusura S. Nicola e SS. Medici)
– Dott. Alfonso PAPPALARDO (Presidente del Tribunale di Brindisi)
– Avv. Biagio RICCIO (Fondatore dell’Associazione FAVOR DEBITORIS)
– Avv. Katrin Daniela D’ONGHIA (Specializzata in Diritto Bancario)

I Lions quest’anno celebrano il centenario della loro fondazione, cento anni passati camminando nel solco del motto “We Serve”, agendo a livello planetario attraverso migliaia di club che operano giornalmente sui lori territori, aiutando i bisognosi, promuovendo la cultura e la tutela dell’ambiente, supportando le nuove generazioni, raccogliendo fondi per progetti umanitari di livello locale, nazionale ed internazionale, inseguendo ogni giorno l’utopia di un mondo migliore.

mercoledì 9 novembre 2016

SENTENZA FAVOREVOLE TRIBUNALE DI AGRIGENTO

Con grande soddisfazioni vi alleghiamo la Sentenza ottenuta dinanzi il Tribunale di Agrigento dall’avvocato Giuseppe Carianni, di cui di seguito vi lasciamo Suo commento:



Con grande … grandissima soddisfazione, vi allego la sentenza resa dal tribunale di Agrigento, depositata oggi, con cui il Dott. Illuminati G.I. del tribunale adito ha riconosciuto ad un nostro cliente un rimborso complessivo di euro 36.072,58 oltre interessi legali sulla sorte capitale a far tempo dalla domanda giudiziale sino al soddisfo e soprattutto ha rigettato la domanda riconvenzionale per euro 122.992,53 formulata dalla banca in corso di causa,condannando la banca altresì alle spese. 

La sentenza è meravigliosa, sia perché proveniente da un foro particolarmente difficile, sia perché abbraccia tutta una serie di questione di diritto bancario molto interessanti. 

Vale la pena soffermarsi su alcuni passaggi cruciali della stessa. 

Innanzitutto, il rigetto della domanda riconvenzionale da parte della Banca, concernente un conto di anticipo fatture. il Magistrato, infatti, ha ritenendo insufficienti i documenti bancari prodotti dall’istituto di credito, che si è limitato a produrre la documentazione ex art. 50 tub. la produzione non è stata considerata esaustiva, come contestato dagli attori, trattandosi peraltro di un conto di anticipo fatture, per cui in verità sono necessari altri e più completi documenti per dimostrare il credito, ovvero documenti necessari per dimostrare lo storico dell’operazione di storno, come ad es. il dettaglio delle fatture anticipate o il dettaglio delle competenze anticipo su fatture o le schede anticipi o ancora il partitario contabile …ecc..ecc.. 

In secundis, dopo una attenta ricostruzione tecnica di tutti i conti correnti concernenti il rapporto bancario oggetto di contestazione, va rilevata l’eccezione di mancata previsione contrattuale di un c.d. fido di cassa per taluni conti. In sostanza, dagli scalari emergeva che la banca di fatto aveva applicato nel corso del rapporto bancario un fido di cassa, che tuttavia non era stato mai consacrato in un rapporto contrattuale (che aveva previsto altro) e quindi in mancanza di una previsione negoziale di un tasso di interesse a debito per il fido, il Giusdicente ha applicato il tasso bot ex art. 117 tub. 

Sull’usura. vero è che il Giudicante ha da sempre seguito l’orientamento (assolutamente non condiviso!!!) di non applicare l’art. 1815 cc anche per i trimestri colpiti da usura, ordinandone il rientro entro soglia TSU, ma è altrettanto vero che lo stesso ha accolto la tesi del calcolo del TSU con la formula taeg (e non è poco!!!) richiamando precedenti a noi favorevoli (cfr Tribunale di Reggio Emilia sez II civ. sentenza 9 luglio 2015 n. 976). 

E comunque, non va dimenticato, che siamo dinanzi ad una sentenza di un Magistrato della Repubblica ove è stato acclarato che la Banca ha applicato usura! non occorrono altri commenti. in merito alla illegittima capitalizzazione degli interessi a debito, lascio a voi ogni riflessione, ritenendo tale sentenza meritevole di pubblicazione anche solo per tale aspetto. La ricostruzione logico giuridica seguita dal Magistrato è lungimirante; lo stesso ha rilevato come nonostante vi fosse la clausola di reciprocità nei contratti bancari prodotti dalle parti, in facto, la banca ha palesemente eluso l’obbligo di reciproca pari capitalizzazione, violando l’art. 1283 cc e parlando addirittura di “ clausola in frode alla legge” per violazione dell’art. 1344 cc. 

Concludendo sulla CMS, invece, pesantemente contestata dallo scrivente per l’evidente genericità della formulazione contrattuale, il Magistrato ha accolto le nostre doglianze sulla base di una disamina peritale attenta e funzionale al buon esito del Giudizio. C’è da complimentarsi con il nostro Ctp di parte che ha ben rappresentato in sede peritale le richieste degli attori. C’è da complimentarsi con tutta la squadra (alias famiglia) SDL per il lavoro duro fatto: Aver salvato l’ennesimo cliente dalle vessazioni di un istituto di credito mi inorgoglisce ed mi stimola ad andare avanti. Ad Maiora Avv. Giuseppe Carianni

Per leggere il documento integrale andate sul nostro sito SDL Centrostudi.

martedì 8 novembre 2016

LA BANCA È RESPONSABILE NEL CASO DI FRODI SU CONTI ONLINE


La legge tutela il correntista, che la banca deve risarcire in caso si danni.



Le frodi tramite furto di identità sono numerose, soprattutto in ambito Internet Banking. Per fortuna ci sono esistono gli strumenti legali per difendersi. Una recente pronuncia del Tribunale di Roma (sentenza n. 16221 del 31/08/2016), per esempio, ha confermato l’orientamento indicato dalla Cassazione (Sez. 1, sentenza n. 10638 del 23/05/2016) condannando due banche online alla restituzione del maltolto e al pagamento di 20.000 per danni, in favore di un correntista frodato (difeso in giudizio dagli Avvocati Fabio Di Resta ed Emiliano Vitelli). 

Queste sentenze, finalmente, hanno dato spazio applicativo alle norme – quali il Codice Privacy e il decreto legislativo n. 10/11 sui sistemi di pagamento online – che impongono alle aziende (in particolare gli istituti bancari) di predisporre adeguati sistemi di sicurezza informatica e dimostrare, in caso di illeciti, di non avere alcuna responsabilità. Dunque, il correntista può limitarsi alla denuncia tempestiva dell’illegittima e non riconosciuta operazione bancaria. 



Frode su conti online 

Nel caso oggetto di sentenza, si era verificato un accesso illecito conto corrente online, la clonazione della carta di identità del titolare e il furto del numero di cellulare del correntista: con una semplice autocertificazione di smarrimento, si otteneva una SIM Card sostitutiva e si apriva a nome della vittima un conto online presso altro istituto bancario (SIM Swap Fraud). Da qui: cambio di password del primo conto, spostamento del deposito sul secondo e successiva redistribuzione del denaro verso ulteriori conti. Intera operazione svolta in pochi giorni.


Continua con approfondimenti su  pmi.it 

venerdì 4 novembre 2016

QUANTO È SICURO IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO?

Recentemente è stato pubblicato uno studio relativo alla sicurezza e alla stabilità dei sistemi bancari di 138 Paesi in tutto il mondo a cura del World Economic Forum. La top ten dei paesi più sicuri dal punto di vista della stabilità bancaria è la seguente:
  1. Finlandia
  2. Sud Africa
  3. Canada
  4. Nuova Zelanda
  5. Australia
  6. Hong Kong
  7. Norvegia
  8. Singapore
  9. Cile
  10. Svezia
L’Italia nella classifica si trova in 106° posizione, dopo il Kazakstan e prima della Bulgaria. È stato analizzando anche la variazione della percezione di sicurezza fra il 2015 e il 2016, con un calo marcato, dovuto in parte agli scandali legati a MPS, Banca Etruria e al crack delle banche che ha portato numerosi risparmiatori alla rovina.


Come funziona il sistema bancario italiano?

Per rispondere a questa domanda, riportiamo quanto scrive Treccani sul suo sito: Il sistema bancario italiano è il risultato di una legislatura che fra le due guerre volle dare ordine all'attività creditizia, valendosi a lungo di forme di vigilanza strutturale anziché prudenziale. La crisi della banca mista, di credito ordinario e finanziario, assolutamente non disciplinata né quanto a rapporti di bilancio né quanto ad adeguatezza di mezzi propri, indusse il legislatore italiano degli anni trenta a disciplinare la specializzazione bancaria e a prendere atto che non sussisteva un sistema di istituti di credito finanziario o speciale. 

Questi ultimi ebbero vita con capitali pubblici o con capitali bancari, oppure come sezioni autonome di banche già esistenti. Da tali circostanze conseguirono: il rifiuto, come principio, della banca universale; la tendenza verso il gruppo bancario plurifunzionale, in cui gli istituti speciali operino in gran parte come enti di secondo grado; la conservazione di fatto di banche di tipo universale, ma con alta vocazione per l'esercizio del credito finanziario a vantaggio della pubblica amministrazione. 

Si determinò così un divieto, derogabile, all'entrata nel sistema, e la tendenza a confondere la stabilità del sistema con la lenta variazione strutturale del medesimo, che si muoveva in prevalenza in convoglio. 

A ciò si deve aggiungere l'impermeabilità di taluni assetti proprietari, in quanto il sistema bancario italiano si compone di: a) istituti di credito di diritto pubblico; b) casse di risparmio e monti di credito di prima categoria; c) banche di interesse nazionale; d) aziende ordinarie di credito; e) banche popolari cooperative; f) casse rurali e artigiane, pure cooperative. 

Le prime due categorie non prevedono la negoziabilità di quote del proprio patrimonio e limitano la possibilità di fusioni all'ambito della categoria. Solo di recente taluni istituti di credito di diritto pubblico e talune casse di risparmio hanno raccolto mezzi propri mediante l'emissione di quote di risparmio negoziabili, che però non attribuiscono peso nell'amministrazione dell'emittente. 

Si tratta, dunque, di aziende di credito destinate a crescere mediante autofinanziamento finalizzato all'adeguamento patrimoniale, salvo interventi straordinari a carico di bilanci pubblici.Le banche di interesse nazionale, derivanti dai salvataggi operati dall'IRI all'inizio degli anni trenta, sono anch'esse istituzioni a controllo pubblico, che però possono raccogliere capitali privati di minoranza. 

Se ben si osserva, nella logica del sistema giuridico ed economico le tre categorie indicate restano 'impermeabili' a un possibile mutamento di soggetto giuridico. La stessa deduzione può trarsi per le banche cooperative popolari e per le casse rurali, che possono accorparsi fra loro con operazioni di fusione, ma non essere oggetto di acquisto di pacchetti di controllo da parte di terzi. In conclusione, l'unica categoria acquisibile, ma non in grado di acquisire banche di altre categorie, è quella delle aziende ordinarie di credito.

La struttura organizzativo-giuridica del sistema bancario italiano è quindi volta alla graduale pubblicizzazione del sistema medesimo o meglio a una composizione duale: banche a soggetto giuridico pubblico e banche cooperative. 

Tale è la situazione allo stato dei fatti, ma tuttavia la prospettiva di mercati bancari e creditizi più aperti induce processi di ristrutturazione del sistema bancario, che possono modificarne la composizione. 

Si aggiunga che gli istituti speciali di credito, in quanto controllati da banche o da enti pubblici, sono per la quasi totalità appartenenti alla mano pubblica, sì che il perfezionamento dei gruppi plurifunzionali non potrà giovare a una struttura meno pubblicistica.Il sistema creditizio si articola oggi, grosso modo, in tre settori: aziende di credito con prevalente vocazione per l'attività commerciale ordinaria, ma talora proprietarie di sezioni autonome di credito speciale; istituti di credito speciale controllati o da aziende di credito o da enti pubblici; istituzioni parabancarie in larga misura facenti capo ad aziende di credito. 

Per questi motivi di organizzazione strutturale la vigilanza sulle aziende di credito tende a estendersi su base consolidata agli istituti speciali e al parabancario controllato da banche. Nel campo degli istituti speciali e del parabancario possono sorgere iniziative non promosse da banche, e pertanto sono convenienti, nell'ambito della complessiva intermediazione creditizia, normative comuni di disciplina prudenziale. La Comunità Economica Europea ha emanato direttive in ordine all'attività bancaria, da cui si desume la tendenza prevalente verso la banca universale, o il gruppo polifunzionale, e verso forme di vigilanza prudenziale, invero presenti anche in aree extraeuropee.

SEI CORRENTISTA? COME PUOI RICONOSCERE L'USURA BANCARIA?

L’usura bancaria è, purtroppo, molto più diffusa di quanto non si possa pensare. 

Ci sono correntisti che lasciano interessi usurari alle banche per anni, tanto che con quell'ammontare alcuni potrebbero sanare eventuali perdite o debiti che mettono spesso in difficoltà professionisti e aziende.
La domanda è: come posso io, semplice cittadino o imprenditore sapere  quando viene condotta nei miei confronti una attività illecita come l'usura dalla mia banca? 



IN AIUTO AL CORRENTISTA ARRIVA UNA SENTENZA 

La Cassazione Penale con recente pronuncia (Cass. Pen. sez. II, sentenza 17/11/2015 n° 45642) ha ritenuto che l’usura scatta alla contabilizzazione degli interessi.

La Corte di Cassazione pone l’accento su un punto sebbene il reato di usura possa ritenersi consumato già con la sola pattuizione tra banca e cliente dell’interesse oltre soglia, affinchè si configuri, concretamente, il profitto illecito è necessario il conseguimento di un introito da parte dell’istituto bancario: “in tema di usura, il profitto confiscabile, ex art. 644 c.p., coincide con gli interessi usurari concretamente corrisposti …” (Cass. Sez. 6 sent. n. 45090 del 02/10/2014).

ECCO LA NOVITÀ

Ed è anche l'aspetto più interessante dell'intera questione: la cosa che  diventa molto importante per il correntista è  di poter inserire nel concetto di "interessi usurari concretamente corrisposti" anche quelli che vengono erogati attraverso l’emissione di titoli di credito, indipendentemente dal fatto che tali titoli siano utilizzati.  

Può accadere che una banca sia in condizione di disporre delle somme che confluiscono sul conto corrente del cliente – anche per mezzo di eventuali titoli di credito – riducendo, in tal modo, il proprio credito nei confronti del cliente medesimo.


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