lunedì 11 luglio 2016

LE BANCHE ITALIANE CON PIÙ CREDITI DETERIORATI: LA CLASSIFICA DELLE SOFFERENZE IN ITALIA

Anche l’autorevole Economist è preoccupato per le sofferenze delle banche italiane e mette in copertina del suo ultimo numero un bus tricolore chiamato banca sull’orlo del precipizio. Il problema delle banche in Italia.



Sono i cosiddetti non performing loans in italiano crediti deteriorati ovvero denari prestati a clienti privati o aziende per i quali la riscossione è difficile.



10 – Intesa San Paolo: dei 10, l’istituto torinese risulta il meno esposto, con una quota di Npl lordi pari al 16,5% (63 miliardi su un totale di 382,3).

9 – UBI: la quota dei crediti deteriorati lordi ammonta al 17,0% (15 miliardi su 90,8 totali).

8 – BPM: nel caso della Banca Popolare di Milano la percentuale di Npl lordi è pari al 17,5% (6 miliardi di crediti deteriorati lordi su 37,3 miliardi di crediti complessivi).

7 – BPER: la Banca Popolare dell’Emilia Romagna presenta una quota di crediti deteriorati lordi pari al 24,6% (12 miliardi su 50,2).

6 – Unicredit: la banca sistemica, che negli ultimi giorni ha trovato nella persona di Jean-Pierre Mustier il suo nuovo ad ed è chiamata ad un considerevole aumento di capitale, è esposta per 62 miliardi, con quota di Npl lordi pari al 24,9%.

5 – Banco Popolare: in questo caso la quota di Npl lordi è del 27,9% (25 miliardi su 89,7).

4 – Carige: la banca genovese ha una quota di Npl lordi pari al 28,5% (7 miliardi). Il cda di Carige ha recentemente dato il via libera all’approvazione di un piano industriale che punta a raggiungere 163 milioni di utile nel 2020.

3 – Veneto Banca: l’istituto Veneto, fallito l’aumento di capitale, è finito nelle mani del Fondo Atlante (ormai il primo polo bancario del Nord-Est, considerata anche l’operazione Pop. Vicenza). Ha una quota di Npl lordi del 29,0% (7 miliardi sui 25,7 complessivi).

2 – Popolare di Vicenza: per la banca vicentina la quota delle sofferenze ammonta al 31,6%. I crediti deteriorati lordi sono 9 miliardi su 29,2 complessivi.

1 – MPS: è la banca più esposta di tutte. Il governo italiano è alle prese con una dura trattativa con la Commissione europea per salvare l’istituto senese, che con una percentuale di Npl lordi pari al 34,8% (47 miliardi su 136,3) si colloca in cima alla classifica delle banche con più sofferenze.

Articolo tratto da Quotidiano Piemontese 




PER APPROFONDIRE
I BILANCI DELLE BANCHE SOTTO LA LENTE DELLE PMI

Un nuovo strumento di lavoro per le imprese
È on line la prima edizione del Rapporto API Torino su “Solidità e rischio di credito nei bilanci degli istituti bancari”. Si tratta dei risultati di una analisi sui bilanci degli istituti più presenti sul nostro territorio condotta dal Servizio Credito e Finanza di API Torino per comprendere a fondo la reale situazione delle banche alle quali le imprese possono rivolgersi.

Sono quindi presi in considerazione la solidità patrimoniale, il portafoglio rischi, il grado di coperture dei rischi di ogni singolo istituto.

Scritto in linguaggio semplice e corredato di una serie di tabelle e grafici con i numeri principali di cui tenere conto, il Rapporto verrà aggiornato ed integrato periodicamente e inviato a tutti gli associati.

7 commenti:

  1. ...sapere che la banca al quale hai affidato i risparmi di una vita è nella top ten delle banche più sofferenti non tranquillizza affatto, specie dopo il crack di quattro banche e il conseguente tracollo economico risparmiatori che si erano fidati. Viene quasi la tentazione di ritirare tutti i soldi e metterli sotto il materasso

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  2. Oltre a sapere quali sono le banche più sofferenti, perché non analizzare anche le cause che hanno causato la deterioraziine dei crediti? Sono stati concessi senza garanzie sufficienti? Le persone che li hanno ottenuti non riescono più a restituirli perché hanno perso il lavoro? Si sono deteriorati per altri motivi?

    Va bene pensare alle sofferenze bancarie, ma le banche sono (o almeno dovrebbero essere) al servizio dei risparmatori. Quali sono le sofferenze dei risparmatori delle banche nessuno lo dice...

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  3. Qualcuno si è mai domandato come le banche cerchino di rientrare delle sofferenze? Facendo soffrire i poveri correntisti, ecco come! L'azienda dove lavoravo è fallita, travolta dalla crisi, e data la mia età, nessuno mi ha più voluto assumere, nonostante mi manchino più di 10 anni per andare in pensione. I prestiti che avevo chiesto in banca hanno dissanguato il mio conto corrente, finché non sono più stato in grado di pagare. La banca ha pensato bene di attivare le procedure di rientro, portandomi via la casa. Solo quando è stato troppo tardi ho scoperto SDL e le sue perizie, grazie ad un altro sfortunato nella mia stessa situazione, che si era salvato grazie alla scoperta che la banca era colpevole di usura nei suoi confronti. Ho approfittato dell'analisi gratuita, ma purtroppo non ho i soldi per andare avanti, visto che la banca mi ha mangiato tutto... Non pensate solo alle sofferenze delle banche, ma pensate a chi paga le sofferenze delle banche!!

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  4. Quali sono le banche più stabili nessuno lo dice? Sarebbe interessante incrociare le informazioni "ufficiali" come queste classifiche con la percezione del rischio dei clienti delle banche stesse, sono sicura che scopriremmo che banche piene di crediti deteriorati sono invece percepite come sicure e solide, grazie a un'ottima campagna di disinformazione

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  5. Il più pulito c'ha la rogna, diceva mia nonna.

    Un tempo un bancario era tuo amico, gli confidavi pure le cose più intime, come il prete. Come dice questo articolo oggi invece è come il venditore di fazzoletti lungo la strada, ci puoi comprare qualcosa ma devi stare attento che non ti abbia fregato tutto il portafoglio.

    Più si va avanti e più è peggio in fatto di rapporti umani, che tristezza.

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  6. Classifica interessante, sempre che i dati forniti dalle banche siano veritieri (sappiamo tutti che spesso certi bilanci venivano "ammorbiditi") altrimenti queste classifiche lasciano il tempo che trovano

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  7. Se tenere soldi in banca diventa sempre più rischioso, il divieto di pagare in contanti nasconde, dietro la falsa giustificazione della lotta all'evasione, il vero motivo: impedire che la gente affossi tutto il sistema bancario ritirando i propri soldi dalle banche.

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