mercoledì 28 dicembre 2016

SALVARE MONTE DEI PASCHI DI SIENA COSTERÀ A OGNI ITALIANO 105 EURO

Sembra pazzesco vero? Ma pensate che ogni italiano pagherà di tasca sua allo stato almeno 105 euro (infanti compresi) per fare in modo che una sola banca (in particolare Monte dei Paschi di Siena) non fallisca.  Basta dividere  i 6,4 miliardi che sborserà lo Stato per il numero degli abitanti italiani,  ma non è finita qui... dunque tenete aperto il portafoglio.

Eppure noi di SDL Centrostudi è da oltre un anno che abbiamo identificato le banche a rischio e lo abbiamo ribadito a novembre, prima di questo ultimo scandalo nell'articolo 
OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES



Pensare che a Novembre quando pubblicammo quell'articolo condiviso dal Financial Times che allertava sulle banche italiane (ed europee perché anche la Deutche Bank non se la passa meglio), un lettore scriveva sul nostro canale linkedin 


Ho letto attentamente il contenuto , non condivido assolutamente le ipotesi nefaste e tendenziose , si tratta solo di pura speculazione , il valore attuale delle banche sono esattamente meno della metà del valore reale anche in presenza dei crediti inesigibili ! Saranno oggetto di massicci acquisti di investitori esteri che per due soldi acquisteranno le nostre banche , compreso Monte dei Paschi , e le sofferenze si trasformeranno in altrettanti ottimi affari . Sdl centrostudi a mio avviso forse è esperta di usura ed anatocismo ed emissioni di perizie inerenti non sempre vincenti se mi pare più soccombenti , non mi risulta che si occupi di alta finanza se non della propria .

Ottimi affari, scriveva il temerario commentatore. 

Non è passato neppure un mese dal nostro avvertimento e il conto risulta più salato rispetto alle previsioni, l'ha preparato la Bce, che ha rivisto al rialzo il fabbisogno di capitale necessario alla banca senese per non soccombere: servono ora 8,8 miliardi di euro. 


Il problema è che la crisi economica e soprattutto il suo perdurare, ha reso il sistema bancario più fragile.  I crediti posseduti dagli istituti bancari italiani sono diventati sempre più inesigibili, tant'è che gli stessi istituti sono stati costretti a svalutarli e a ricapitalizzarsi.  Il Q.E. della BCE ha aiutato e aiuterà le banche ad essere più liquide, ma questo da solo non basta. Inoltre, non dimentichiamo, la cosidetta gestione "creativa" del management delle banche, si pensi ad MPS relativamente all'acquisizione della Banca Anton Veneta e agli investmenti in derivati strutturati molto rischiosi come Alexandria e Santorini..... 

È chiaro che in questa situazione ci sarà chi speculerà (come il nostro lettore afferma), cercando di acquistare a poco per fare profitto, ma è pur vero che le passività bancarie sono una realtà il cui valore reale può essere discusso e riconsiderato. Del resto gli ultimi stress-test sono stati una chiara dimostrazione di come molte banche , non solo nazionali, devono ristrutturarsi. 

Solo la stabilità politica ed un serio piano di riforme possa calmierare questa situazione e a dare fiducia agli investori e ai mercati, per un rilancio di MPS e del Sistema Bancario Italiano. 
A luglio i vertici dell'istituto di Rocca Salimbeni e l'Eurotower avevano pensato che potessero bastare 5 miliardi e la banca sperava di raccoglierli attraverso un'operazione di mercato. 

L'aumento di capitale è però fallito e per il Monte è arrivato il salvataggio pubblico. Chi paga il conto da 8,8 miliardi? Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, 6,4 saranno a carico dello Stato, mentre i restanti 2,4 arriveranno dalla conversione delle obbligazioni subordinate degli investitori istituzionali. Se si dividono i 6,4 miliardi che sborserà lo Stato per il numero degli abitanti italiani, il conto è presto fatto e ammonta appunto a 105 euro a testa

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UN NUMERO VERDE PER LA CONSULENZA GRATUITA
o visita il sito www.sdlcentrostudi.it 



lunedì 19 dicembre 2016

SDL CENTROSTUDI CONVENZIONATA CON L'ASSOCIAZIONE PRO CONSULTING

SDL Centrostudi ha appena stretto una convenzione con Pro Consulting, una associazione in difesa del consumatore nata per informare e sostenere il singolo cittadino relativamente a tutte le possibilità ed iniziative adottabili o che possono essere intraprese alla luce delle normative vigenti o in fase di formazione, sia nazionali che comunitarie.

Una convenzione, questa, con le associazioni  di categoria di impresa che si aggiunge alle centinaia già attive da alcuni anni e ad altre che sono state attivate nel corso di quest'anno.

L’associazione, avvalendosi della disponibilità e capacità del detto gruppo formato da svariate figure professionali intende, a titolo gratuito (salvo la quota associativa), di analizzare le singole vicende e contemporaneamente di prestare tutte le informazioni in ambito tecnico – legale, sostenendo il cittadino contro la disinformazione e la complessità della burocrazia.

SDL CENTROSTUDI 

I servizi offerti da SDL Centrostudi sono volti al supporto e alla tutela del soggetto interessato nei confronti di:

Anomalie bancarie: ANATOCISMO e USURA sui conti correnti
Irregolarità fiscali: ATTI IMPOSITIVI (es. cartelle esattoriali)
Anomalie finanziarie: DERIVATI, SWAP, MUTUI, LEASING

SDL Centrostudi effettua la verifica preliminare dell’esistenza di anomalie finanziarie, contrattuali e/o l’applicazione di eventuali interessi ultralegali (anatocismo e/o usura), sulla base dei documenti contrattuali consegnati dal soggetto interessato.


sabato 17 dicembre 2016

SDL CENTROSTUDI CONVENZIONATA CON IL SINDACATO DI POLIZIA

SDL Centrostudi ha appena stretto una convenzione con CONSAP, la Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia 

Una convenzione, questa, con le associazioni  di categoria di impresa che si aggiunge alle centinaia già attive da alcuni anni e ad altre che sono state attivate nel corso di quest'anno.

Il sindacato di polizia è un’associazione libera, indipendente ed apartitica che finanzia le attività statuarie di tutela degli operatori di Polizia esclusivamente attraverso il gettito garantitole dalle quote associative. Il possesso della cosiddetta maggiore rappresentatività e della circostanza di avere sottoscritto il contratto di lavoro, garantiscono alla CONSAP una serie di diritti, poteri di contrazione e opportunità di controllo e consultazione con l’Amministrazione della Pubblica Sicurezza, nelle diverse articolazioni centrali e periferiche.

La CONSAP promuove iniziative culturali finalizzate ad esaltare la qualificazione professionale degli appartenenti alla Polizia di Stato attraverso il proprio Centro Studi, ha stipulato un patto di consultazione con la CISAL, la maggiore confederazione sindacale autonoma dei lavoratori ed aderisce ad EUROCOP, l’associazione europea che raccoglie il maggior numero di operatori della sicurezza. Attraverso la rivista ufficiale “Consap Magazine” affronta i maggiori temi sindacali e della sicurezza contribuendo a qualificare il sistema della rappresentanza sindacale nel comparto.

Sul piano dei servizi, la CONSAP garantisce ai propri iscritti una serie di vantaggiosi servizi di tutela legale e CAF attraverso la convenzione stipulata con il CODACONS. L’aggiornamento continuo del sito web “www.consapnazionale.com” e la puntuale diffusione del notiziario settimanale “Consap Informa” garantiscono a tutti gli associati le necessarie informazioni sulle delicate problematiche relative all’ordine e alla sicurezza pubblica.

SDL CENTROSTUDI 


I servizi offerti da SDL Centrostudi sono volti al supporto e alla tutela del soggetto interessato nei confronti di:
  • Anomalie bancarie: ANATOCISMO e USURA sui conti correnti
  • Irregolarità fiscali: ATTI IMPOSITIVI (es. cartelle esattoriali)
  • Anomalie finanziarie: DERIVATI, SWAP, MUTUI, LEASING
SDL Centrostudi effettua la verifica preliminare dell’esistenza di anomalie finanziarie, contrattuali e/o l’applicazione di eventuali interessi ultralegali (anatocismo e/o usura), sulla base dei documenti contrattuali consegnati dal soggetto interessato.

venerdì 16 dicembre 2016

ANNULLAMENTO DI CARTELLE EQUITALIA PER L'IMPORTO DI EURO 71.155,67

Annullare le cartelle esattoriali di Equitalia è possibile, come già dimostrato da sentenze precedenti è possibile. Con la sentenza n°3079/15, è stato che Equitalia dovrà avere documenti e requisiti validi per emettere una cartella, spedirla ed agire di conseguenza. In altri termini, l’Ente potrà avviare le procedure di riscossione solo se dalla documentazione in suo possesso, il credito vantato sarà ampiamente giustificato. È stato inoltre sancito che la prova dell’esistenza o meno del debito dovrà essere dimostrata da Equitalia o dagli Enti creditori, e non dal cittadino. Inoltre sono da considerarsi non solo nulle, ma giuridicamente inesistenti, le cartelle di pagamento che vengono spedite per posta direttamente da Equitalia. Secondo alcuni Giudici, solo la Polizia Municipale o i Messi Comunali, che sono soggetti legittimati dal D.P.R. 602/73, possono avvalersi dei servizi postali per la comunicazione di un ruolo ad un cittadino. Quindi, Equitalia, deve avvalersi di questi soggetti per comunicare ad un cittadino una cartella da pagare.


SDL Centrostudi ha contribuito alla lotta contro le iscrizioni ipotecarie coatte eseguite da Equitalia, con una vittoria fondamentale. La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria notificata da Equitalia in data 24.02.2016, comunicazione emessa sul presupposto del mancato pagamento di sei cartelle, per un carico complessivo di Euro 71.155,67.

Attraverso il ricorso si è eccepita, innanzitutto, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva. In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione, in questo caso Equitalia, debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo. La legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

Di conseguenza in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata. Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore. Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso. Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Per leggere il commento integrale alla decisione del tribunale, visitate il nostro sito www.sdlcentrostudi.it

martedì 6 dicembre 2016

SDL CENTRO STUDI SI CONVENZIONA CON LA COOPERATIVA TAXI GENOVA

SDL Centrostudi ha appena stretto una convenzione con la cooperativa Taxi Genova, una società in continua evoluzione, attenta allo sviluppo di servizi mirati a soddisfazione delle esigenze di chi deve spostarsi con rapidità nell'area urbana di Genova e dintorni.

Fondata nel 1913, la società cooperativa oggi riunisce 725 delle 869 auto pubbliche circolanti in città.

Nel 1974 con il via alle trasmissioni radio diventa la prima, e a tutt'oggi l'unica, ad offrire il servizio radio taxi per la città di Genova. Nell'anno 2005, la Cooperativa Radio Taxi Genova ottiene la certificazione ISO 9001:2000 per l'erogazione di servizi di trasporto pubblico ai propri abbonati e convenzionati, compreso il trasporto scolastico ed il trasporto di persone diversamente abili. Sempre nell'anno 2005 mette a disposizione dei propri utenti il pagamento delle corse con carta bancomat e carta di credito.

La Cooperativa Radio Taxi Genova, insieme ad altri importanti obiettivi raggiunti nel 2005, ha ottenuto la certificazione del proprio sistema di gestione qualità UNI EN ISO 9001:2000. Al termine di un lungo lavoro che ha coinvolto tutte le risorse umane, oggi, la certificazione UNI EN ISO 9001:2000 è finalmente una realtà!

SDL CENTROSTUDI 

I servizi offerti da SDL Centrostudi sono volti al supporto e alla tutela del soggetto interessato nei confronti di:

Anomalie bancarie: ANATOCISMO e USURA sui conti correnti
Irregolarità fiscali: ATTI IMPOSITIVI (es. cartelle esattoriali)
Anomalie finanziarie: DERIVATI, SWAP, MUTUI, LEASING

SDL Centrostudi effettua la verifica preliminare dell’esistenza di anomalie finanziarie, contrattuali e/o l’applicazione di eventuali interessi ultralegali (anatocismo e/o usura), sulla base dei documenti contrattuali consegnati dal soggetto interessato.

martedì 29 novembre 2016

INAUGURATO LO SPORTELLO CONTRO I CRIMINI BANCARI

È stato inaugurato il 23 novembre alle ore 11, e sarà reso operativo entro il mese di dicembre, presso la sede comunale di Piazza Diritti dei Bambini a Bussero, in provincia di Milano, il nuovo sportello sperimentale che permetterà a cittadini, imprese, e famiglie, di essere assistiti e supportati per verificare e correggere eventuali distorsioni sistemiche, carenze nella trasparenza informativa, e anomalie operative, nell’ambito dei rapporti con gli istituti bancari e il sistema del credito.

L'obiettivo è il servizio di assistenza e di tutela socio-economica supportato da Leganet srl e dal Centrostudi SDL SpA.



Grazie a questa importante iniziativa che nasce dall’accordo tra Legautonomie e l’Istituto Nazionale revisori Legali, già avviata in fase sperimentale in altri 5 comuni, sarà possibile avere una consulenza specialistica per verificare eventuali rischi derivanti da anomalie, con particolare riferimento all’applicazione dei tassi di interesse operate dagli istituti bancari.

“Siamo orgogliosi di poter ospitare questo servizio sul nostro territorio -ha dichiarato il Sindaco di Bussero Curzio Rusnati– e di poter offrire un’ ulteriore opportunità di supporto e consulenza gratuita alle famiglie su tematiche così complesse come quelle bancarie, che devono essere comprese correttamente, per evitare il rischio di compromettere situazioni che in questo periodo sono spesso già troppo difficili per i nostri cittadini”.

lunedì 28 novembre 2016

QUANDO LA BANCA VIENE STANGATA: ALTRA VITTORIA DI SDL CENTROSTUDI

Nonostante la prassi sia espressamente vietata dalla Corte di Cassazione dal 1999, alcuni istituti di credito continuano a praticare tale capitalizzazione di interessi, confidando in una pronuncia del CICR (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) datata 9 Febbraio 2000. Ma SDL Centrostudi è intervenuta, con successo!



In particolare, la delibera in oggetto ha fissato il principio per cui sono valide le pattuizioni del contratto bancario che prevedano l’anatocismo purché vi sia la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e quelli passivi.

Il Tribunale di Cremona, con ordinanza del 7 novembre 2014, ha concesso una consulenza tecnica d’ufficio in una causa nella quale un cliente di SDL Centrostudi patrocinato dall’Avvocato Serafino Di Loreto ha ottenuto, contro la Banca di Credito Cooperativo, il riconoscimento delle proprie spettanze secondo una duplice opzione e previsione:
  • In un primo calcolo si attribuisce al correntista la somma di € 399,74
  • mentre in una seconda rielaborazione la somma di € 260,35
Gli interessi passivi riscontrati nel conto erano pari a € 759.446,12 e rispetto ad essi il C.T.U., pur facendo riferimento alle direttive del C.I.C.R. dell’anno 2000, ha effettuato una totale rideterminazione, anche alla presenza di conti anticipi, per giungere alle conclusioni di cui sopra favorevoli all’attore della causa.

Con le decisioni dei giudici in questo contenzioso si è dimostrato che la perizia curata da SDL Centrostudi ha conseguito un risultato di altissimo profilo anche per la fattispecie giuridica, non limitata al semplice elaborato econometrico, ma relativamente anche alla rideterminazione di tutti i saldi che nelle diverse partite, debitorie e creditorie, debba essere sviluppata nell’ambito di un contenzioso legale.

Per leggere la sentenza integrale andate sul nostro sito

domenica 27 novembre 2016

OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES

Titola il Financial Times: "Troubled Italian banks face fresh risk of failing if Renzi loses vote".   In fondo all'articolo i nomi degli 8 istituti a rischio.

C'è da rimanere sconcertati di fronte a questa notizia riportata dal Financial Times e ripresa da alcune testate nazionali tra cui La Stampa e Repubblica. Sconcertati perché? Perché questo dimostra ancora una volta quanto sia fragile l'equilibrio delle banche europee. In particolare quelle italiane ma, come abbiamo più volte ripetuto, non c'è da fidarsi neppure delle solide banche tedesche come la  Deutsche Bank!

 


Dunque, sempre secondo il Financial Time, se il prossimo 4 dicembre «il premier Matteo Renzi perderà il referendum costituzionale fino a 8 banche italiane, quelle con più problemi, rischiano di fallire». 

L’allarme del Financial Times è confermato anche da Goldman Sachs, che aveva sottolineato i rischi per il sistema bancario legati alla vittoria del No, mentre il Financial Times in un commento aveva ipotizzato la possibilità di un'uscita dell'Italia dall'euro. 

«Renzi che ha detto che si dimetterà se perderà il referendum, ha promosso una soluzione di mercato per risolvere i problemi da 4.000 miliardi di euro del sistema bancario italiano». E nel caso di dimissioni di Renzi i banchiere temono «la protratta incertezza durante la creazione di un governo tecnico». 

Secondo l'autorevole testata finanziaria gli 8 istituti a rischio sono:
  • Monte dei Paschi di Siena 
  • la Popolare di Vicenza
  • Carige
  • Banca Etruria
  • CariChieti
  • Banca delle Marche 
  • CariFerrara.

Non è la prima volta che poniamo dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano
Questa, ancora una volta, ne è la riprova. Sconcertante che basti un voto popolare per cambiare le sorti di istituti di credito che dovrebbero invece essere un esempio di solidità, ma che come sappiamo negli ultimi anni, si sono comportati in maniera più che illecita nei confronti degli stessi correntisti, preferendo le speculazioni finanziare alla solidità della buona amministrazione.  


Articoli già pubblicati da SDL Centrostudi  


martedì 22 novembre 2016

CONTI CORRENTI ALLEGGERITI ALL'UNICREDIT: MA, PER UNA VOLTA, NON È ANATOCISMO

Una dipendente della filiale di piazza Roma della Unicredit a Cremona avrebbe sottratto denaro dai conti di almeno due correntisti, di sicuro da quello di una persona anziana che si è già affidata ad un legale e, altrettanto certamente, da quello di una persona ormai deceduta, i cui eredi hanno a loro volta allertato un avvocato.

Sicuramente ciò è stato fatto all'insaputa dei vertici della banca, tanto che Unicredit stessa si dichiara parte lesa, ma solleva una questione importante: che differenza c'è fra sottrarre dei soldi dai conti correnti come in questo caso e sottrarli tramite anatocismo e usura bancaria? In entrambi i casi viene commesso un reato, e spesso è molto più complesso risalire ai retati di anatocismo e usura. Ecco perché c'è la preanalisi gratuita  di SDL Centrostudi a venirvi in aiuto per scovare illeciti sul vostro conto bancario. 


La filiale di Cremona coinvolta

LE BANCHE ITALIANE CAUSERANNO LA PROSSIMA CRISI?

A inizio mese abbiamo pubblicato un articolo in cui commentavamo la sicurezza delle banche italiane, notando come la situazione sia particolarmente sconfortante.



A quanto scritto allora, si aggiunge un’altra pessima notizia per tutti i risparmiatori. Steve Eisman, colui che aveva intuito che i mutui subprime, i prestiti concessi con scarse garanzie e poi «impacchettati» in rischiosi prodotti finanziari, avrebbero incrinato l’economia americana e quindi affossato Wall Street, sostiene che la prossima crisi economica è vicina. E la colpa, spiega, è delle banche italiane che sono imbottite di crediti deteriorati, i cosiddetti Npl («Non performing loans»), frutto di finanziamenti concessi dalle banche a famiglie e imprese finite male e valutati il doppio del loro valore reale gonfiando quindi in modo pericoloso il capitale delle banche.

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo la lettura di questo articolo de La Stampa e questo del Guardian.

mercoledì 16 novembre 2016

TRIBUNALE DI TORINO – SENTENZA FAVOREVOLE - USURA OGGETTIVA

Nell’articolo di ieri spiegavamo come nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.



Siamo quindi lieti di trasmettervi la recentissima sentenza favorevole emessa dal Tribunale di Torino, Dott. Conca ed ottenuta dall’Avv. Elio Gnocato (foro di Torino).

La sentenza è interessante in quanto ritenendo la condotta adottata dalla Banca contraria a buona fede, il Giudice ha statuito che l’assenza del contratto e gli effetti derivanti non possano che ricadere sulla Banca stessa.

Purché sia stata effettuata l’istanza ex art. 119 TUB previamente alla causa di merito, nessun interesse è dovuto.

La tesi dell’usura oggettiva è condivisa tantè che “ai fini della verifica dell’usura è chiaro che si debba conteggiare anche l’impatto della capitalizzazione perchè non consentita e delle CMS perchè in ogni caso no validamente convenuta…”.

Gli importi indicati nella perizia redatta da SDL Centrostudi pienamente confermati.

Come ci sottolinea lo stesso Avv. Gnocato “per i Colleghi è interessante come prospettazione delle doglianze effettuate e da effettuarsi così come elencate nei punti pag. 3-4. Nonchè le questioni “controverse” indicate. Fornire una buona risposta significa redigere un buon atto di citazione.”

Per leggere la sentenza integrale vi invitiamo a consultare il nostro sito.

martedì 15 novembre 2016

USURA BANCARIA E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

L'Usura e l'Usura Bancaria nelle sue varie forme (usura oggettiva e soggettiva oppure originaria e sopravvenuta), formano oggetto di numerosi contenziosi attivati da numerosi clienti di SDL Centrostudi contro le banche. Cerchiamo oggi di comprendere quale è il significato di Usura Bancaria nelle sue diverse forme: usura oggettiva e soggettiva nonché originaria e sopravvenuta.


Quando c’è Usura? 

 L’usura, come noto, è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse elevati: più precisamente è definito usurario il tasso di interesse sulle operazioni di finanziamento che supera le soglie stabilite dalla legge. Ogni 3 mesi la Banca d’Italia, stabilisce il tasso di interesse massimo, detto ‘tasso soglia’, che in materia bancaria e non i creditori possono applicare ai clienti all’atto dell’accensione di un rapporto di finanziamento, mediante un complesso meccanismo di calcolo. Per la verifica di quale sia il tasso medio praticato tempo per tempo consigliamo di utilizzare questa pagina del sito della Banca d'Italia. Per determinare se vi sia usurarietà bancaria degli interessi diviene peraltro determinante valutare quali oneri vadano inclusi per il raffronto con il tasso soglia: solo gli interessi convenzionali? anche le penali (ad esempio quelle di estinzione anticipata) e le spese? anche gli interessi moratori possono essere usurari? ed in tal caso, valutati separatamente o occorre sommare il tasso convenzionale con il tasso di mora? Le difficoltà di valutazione circa l'esistenza dell'usurarietà bancaria degli interessi attengono proprio a tali questioni.

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Usura bancaria: Usura Originaria e Sopravvenuta. 

In materia di Usurarietà Bancaria degli interessi, la giurisprudenza ha individuato diverse fattispecie di usurarietà degli interessi: si parla di usura originaria e sopravvenuta, soggettiva e oggettiva.

L’usura bancaria originaria è quella di cui alla L. 24/01 che con norma di interpretazione autentica ha stabilito che, ai fini dell’applicazione sia dell’art. 644 c.p. che dell’art. 1815 c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono stati promessi o convenuti a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento. Quindi per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassi occorre fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto. Se il tasso soglia è violato si applica l’art. 1815 c.c. che sancisce la nullità della relativa clausola e la conseguente non debenza di alcun interesse da parte del cliente: il prestito concesso diventa in sostanza a titolo gratuito e il cliente può agire per la ripetizione di tutte le somme versate a titolo di interessi, spese e competenze.

L’usura bancaria sopravvenuta, invece, si verifica quando il contratto prevede un tasso di interesse non usurario al momento della stipula (perché stipulato prima della L. 108/1996 o perché conforme al tasso soglia vigente in quel momento), ma che è divenuto tale nel corso del rapporto a seguito della variazione dei tassi soglia nei citati decreti ministeriali. Ove si ammetta la ricorrenza di tale ipotesi di usura bancaria sopravvenuta, generalmente si indica che sorgerebbe un mero obbligo di rideterminazione degli interessi entro i limiti della soglia e la conseguente inopponibilità al cliente soltanto della misura dei tassi eccedente tale limite: sostanzialmente il cliente avrebbe diritto alla restituzione soltanto della differenza tra il tasso applicato e il tasso soglia e solo per il periodo di superamento.
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Usura bancaria: Usura Oggettiva e Soggettiva.

La fattispecie di Usura (anche bancaria) dal profilo penalistico si caratterizza per la mera predeterminazione normativa di un tasso soglia per ogni tipologia di finanziamento e operazione di credito al di sopra del quale l’interesse diventa usurario e questa fattispecie viene definita usura oggettiva.

Nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.

Infine, l’usura soggettiva è descritta dalla seconda parte del terzo comma dell’art. 644 c.p. e prevede che “sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori [al limite stabilito dalla legge] che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro […], quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. In tale seconda figura di usurarietà bancaria degli interessi, detta appunto soggettiva, il legislatore ripropone il requisito delle condizioni economiche del mutuatario (già presente nella cosiddetta usura impropria di cui all’art. 644 bis c.p. in vigore dal 1992 al 1996) e introduce la nuova nozione normativa di “interessi comunque sproporzionati rispetto al capitale prestato” valutati in base alla concreta situazione economica e finanziaria (soggettiva) del soggetto che li ha dati o promessi.

In questo secondo caso la norma mira a tutelare, con valutazione soggettiva, il patrimonio delle persone in situazioni di difficoltà economiche o finanziarie in cui possono temporaneamente versare dagli effetti di contratti di finanziamento contenenti clausole che prevedano il pagamento di interessi “sproporzionati” in relazione al capitale prestato e considerati i tassi di interesse mediamente praticati dal sistema finanziario, al tempo della concessione del credito, per quel tipo di operazione (quindi fido, mutuo, leasing o altro).

Il mutuo erogato dalla banca può essere considerato usurario anche se sul contratto fatto firmare al cliente vi è la cosiddetta clausola di salvaguardia in favore dell’istituto di credito, clausola con cui si stabilisce che la misura degli interessi di mora non può mai superare il tasso soglia dell’usura. Infatti per verificare se il mutuo è usurario o meno è necessario sommare agli interessi moratori tutte le commissioni e le spese sostenute dal cliente per l’accensione o il recesso dal finanziamento (si pensi alla commissione di estinzione anticipata). Tutte tali voci vanno, infatti, a incidere sul costo sopportato dal cittadino e, quindi, possono rilevare per stabilire se il conto finale sfori o meno il tetto dell’usura. Dunque, la presenza della clausola di salvaguardia, che fa salvi solo gli interessi di mora riportandoli sempre a un tasso “legale”, non esclude che l’usurarietà del mutuo possa scattare proprio a causa di altre voci di spesa collaterali, ma comunque conseguenti al prestito, gravanti comunque sul cliente.

lunedì 14 novembre 2016

TRIBUNALE DI BERGAMO – Sentenza positiva leasing

È con soddisfazione che Vi inviamo una sentenza emessa dal Tribunale di BERGAMO che accoglie le nostre domande relativamente ad un contratto di leasing supportato da perizia SDL e patrocinata in giudizio dall’Avv. Sabrina Breda (foro di Padova) di cui di seguito abbiamo il piacere di riportarvi direttamente i suoi commenti:

Trattasi di contratto di leasing ove il tasso di mora supera da solo il tasso soglia usura.

Il Giudice sanziona il leasing alla restituzione non solo degli eventuali interessi di mora pagati dal cliente, ma anche degli interessi corrispettivi.

Nella sentenza viene disattesa la maggiorazione di 2,1% prevista dalla Banca d’Italia che il Giudice ha reputato essere illegittima

Il giudice ha così statuito la restituzione all’attrice di tutti gli interessi corrispettivi pagati, in quanto non erano stati pagati interessi moratori.

Condanna altresì la banca al pagamento delle spese legali.




Si riportano brevi stralci della sentenza:

La normativa è chiara, e non dà adito ad alcun dubbio: l’usura, sia penale che civile, sussista alla condizione che gli interessi, superiori al tasso soglia, e perciò usurari, siano dati ovvero anche solo promessi o convenuti.



Ai fini della valutazione circa l’usurarietà si devono considerare tutte le componenti del credito, escluse soltanto le tasse e le spese, e quindi anche gli interessi moratori.

L’assunto della convenuta, secondo cui nella fattispecie concreta non sarebbe configurabile l’usura, dato che non sono mai stati applicati interessi moratori, non è quindi condivisibile.



La legge stabilisce un’unica soglia media delle remunerazioni, a qualsiasi titolo convenute, e dunque valuta insieme tutti gli interessi, siano essi corrispettivi e/o moratori; pur non disconoscendone la diversa funzione, essa ha inteso porre un limite massimo e perentorio, entro il quale ricomprendere tutti ci costi del credito, pertanto, ogni pattuizioni eccedente configura usura.



Appurato che gli interessi moratori rilevano ai fini dell’usura, e appurato che il tasso soglia da prendere in considerazione è quello stesso fissato dalla legge per gli interessi corrispettivi, si tratta, a questo punto, di stabilire le conseguenze dell’eventuale superamento del limite.
Anche su questo fronte si contrappongono due indirizzi: quello che predica la conversione forzosa del mutuo usurario in mutuo gratuito (ad esempio Corte d’Appello Venezia 18 febbraio 2013), e quello invece che ritiene la nullità (c.d. parziale) della sola clausola relativa agli interessi moratori, con conseguente debenza in ogni caso degli interessi corrispettivi (ad esempio Tribunale Milano 8 marzo 2016).

Il Giudice ha ritenuto di aderire al primo orientamento con le motivazioni ivi indicate.

giovedì 10 novembre 2016

CONVEGNO SULL'USURA BANCARIA E NEL GIOCO D'AZZARDO

Il Convegno venerdì 11 novembre 2016 presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Comunale di Castellana Grotte alle ore 18:30.


Il Lions Club Noci dei Trulli e delle Grotte insieme al Lions Club Monopoli e all’Associazione Culturale Favor Debitoris, ha organizzato il convegno sul tema “Usura bancaria e usura nel gioco d’azzardo”, l’incontro patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Castellana Grotte, si terrà venerdì 11 novembre alle ore 18:30 presso la Sala delle Cerimonie del Palazzo Comunale di Castellana Grotte.
Il tema è quanto mai attuale nel perdurare della crisi economica e alla luce dei notevoli cambiamenti in atto nella società. In particolare:
se non si risolve il nodo delle sofferenze bancarie con un nuovo rapporto (un new deal) fra banche ed imprese, l’economia non potrà mai ripartire.
il gioco d’azzardo è diventata la prima leva con cui l’usura criminale si diffonde

Dopo i saluti dei Presidenti, Ing. Stefano Elefante e Prof. Paolo Centomani e del Primo Cittadino Prof. Francesco Tricase, relazioneranno sul tema:
– Mons. Don Alberto D’URSO
(Presidente Consulta Nazionale Antiusura, Presidente Fondazione Antiusura S. Nicola e SS. Medici)
– Dott. Alfonso PAPPALARDO (Presidente del Tribunale di Brindisi)
– Avv. Biagio RICCIO (Fondatore dell’Associazione FAVOR DEBITORIS)
– Avv. Katrin Daniela D’ONGHIA (Specializzata in Diritto Bancario)

I Lions quest’anno celebrano il centenario della loro fondazione, cento anni passati camminando nel solco del motto “We Serve”, agendo a livello planetario attraverso migliaia di club che operano giornalmente sui lori territori, aiutando i bisognosi, promuovendo la cultura e la tutela dell’ambiente, supportando le nuove generazioni, raccogliendo fondi per progetti umanitari di livello locale, nazionale ed internazionale, inseguendo ogni giorno l’utopia di un mondo migliore.

mercoledì 9 novembre 2016

SENTENZA FAVOREVOLE TRIBUNALE DI AGRIGENTO

Con grande soddisfazioni vi alleghiamo la Sentenza ottenuta dinanzi il Tribunale di Agrigento dall’avvocato Giuseppe Carianni, di cui di seguito vi lasciamo Suo commento:



Con grande … grandissima soddisfazione, vi allego la sentenza resa dal tribunale di Agrigento, depositata oggi, con cui il Dott. Illuminati G.I. del tribunale adito ha riconosciuto ad un nostro cliente un rimborso complessivo di euro 36.072,58 oltre interessi legali sulla sorte capitale a far tempo dalla domanda giudiziale sino al soddisfo e soprattutto ha rigettato la domanda riconvenzionale per euro 122.992,53 formulata dalla banca in corso di causa,condannando la banca altresì alle spese. 

La sentenza è meravigliosa, sia perché proveniente da un foro particolarmente difficile, sia perché abbraccia tutta una serie di questione di diritto bancario molto interessanti. 

Vale la pena soffermarsi su alcuni passaggi cruciali della stessa. 

Innanzitutto, il rigetto della domanda riconvenzionale da parte della Banca, concernente un conto di anticipo fatture. il Magistrato, infatti, ha ritenendo insufficienti i documenti bancari prodotti dall’istituto di credito, che si è limitato a produrre la documentazione ex art. 50 tub. la produzione non è stata considerata esaustiva, come contestato dagli attori, trattandosi peraltro di un conto di anticipo fatture, per cui in verità sono necessari altri e più completi documenti per dimostrare il credito, ovvero documenti necessari per dimostrare lo storico dell’operazione di storno, come ad es. il dettaglio delle fatture anticipate o il dettaglio delle competenze anticipo su fatture o le schede anticipi o ancora il partitario contabile …ecc..ecc.. 

In secundis, dopo una attenta ricostruzione tecnica di tutti i conti correnti concernenti il rapporto bancario oggetto di contestazione, va rilevata l’eccezione di mancata previsione contrattuale di un c.d. fido di cassa per taluni conti. In sostanza, dagli scalari emergeva che la banca di fatto aveva applicato nel corso del rapporto bancario un fido di cassa, che tuttavia non era stato mai consacrato in un rapporto contrattuale (che aveva previsto altro) e quindi in mancanza di una previsione negoziale di un tasso di interesse a debito per il fido, il Giusdicente ha applicato il tasso bot ex art. 117 tub. 

Sull’usura. vero è che il Giudicante ha da sempre seguito l’orientamento (assolutamente non condiviso!!!) di non applicare l’art. 1815 cc anche per i trimestri colpiti da usura, ordinandone il rientro entro soglia TSU, ma è altrettanto vero che lo stesso ha accolto la tesi del calcolo del TSU con la formula taeg (e non è poco!!!) richiamando precedenti a noi favorevoli (cfr Tribunale di Reggio Emilia sez II civ. sentenza 9 luglio 2015 n. 976). 

E comunque, non va dimenticato, che siamo dinanzi ad una sentenza di un Magistrato della Repubblica ove è stato acclarato che la Banca ha applicato usura! non occorrono altri commenti. in merito alla illegittima capitalizzazione degli interessi a debito, lascio a voi ogni riflessione, ritenendo tale sentenza meritevole di pubblicazione anche solo per tale aspetto. La ricostruzione logico giuridica seguita dal Magistrato è lungimirante; lo stesso ha rilevato come nonostante vi fosse la clausola di reciprocità nei contratti bancari prodotti dalle parti, in facto, la banca ha palesemente eluso l’obbligo di reciproca pari capitalizzazione, violando l’art. 1283 cc e parlando addirittura di “ clausola in frode alla legge” per violazione dell’art. 1344 cc. 

Concludendo sulla CMS, invece, pesantemente contestata dallo scrivente per l’evidente genericità della formulazione contrattuale, il Magistrato ha accolto le nostre doglianze sulla base di una disamina peritale attenta e funzionale al buon esito del Giudizio. C’è da complimentarsi con il nostro Ctp di parte che ha ben rappresentato in sede peritale le richieste degli attori. C’è da complimentarsi con tutta la squadra (alias famiglia) SDL per il lavoro duro fatto: Aver salvato l’ennesimo cliente dalle vessazioni di un istituto di credito mi inorgoglisce ed mi stimola ad andare avanti. Ad Maiora Avv. Giuseppe Carianni

Per leggere il documento integrale andate sul nostro sito SDL Centrostudi.

martedì 8 novembre 2016

LA BANCA È RESPONSABILE NEL CASO DI FRODI SU CONTI ONLINE


La legge tutela il correntista, che la banca deve risarcire in caso si danni.



Le frodi tramite furto di identità sono numerose, soprattutto in ambito Internet Banking. Per fortuna ci sono esistono gli strumenti legali per difendersi. Una recente pronuncia del Tribunale di Roma (sentenza n. 16221 del 31/08/2016), per esempio, ha confermato l’orientamento indicato dalla Cassazione (Sez. 1, sentenza n. 10638 del 23/05/2016) condannando due banche online alla restituzione del maltolto e al pagamento di 20.000 per danni, in favore di un correntista frodato (difeso in giudizio dagli Avvocati Fabio Di Resta ed Emiliano Vitelli). 

Queste sentenze, finalmente, hanno dato spazio applicativo alle norme – quali il Codice Privacy e il decreto legislativo n. 10/11 sui sistemi di pagamento online – che impongono alle aziende (in particolare gli istituti bancari) di predisporre adeguati sistemi di sicurezza informatica e dimostrare, in caso di illeciti, di non avere alcuna responsabilità. Dunque, il correntista può limitarsi alla denuncia tempestiva dell’illegittima e non riconosciuta operazione bancaria. 



Frode su conti online 

Nel caso oggetto di sentenza, si era verificato un accesso illecito conto corrente online, la clonazione della carta di identità del titolare e il furto del numero di cellulare del correntista: con una semplice autocertificazione di smarrimento, si otteneva una SIM Card sostitutiva e si apriva a nome della vittima un conto online presso altro istituto bancario (SIM Swap Fraud). Da qui: cambio di password del primo conto, spostamento del deposito sul secondo e successiva redistribuzione del denaro verso ulteriori conti. Intera operazione svolta in pochi giorni.


Continua con approfondimenti su  pmi.it 

venerdì 4 novembre 2016

QUANTO È SICURO IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO?

Recentemente è stato pubblicato uno studio relativo alla sicurezza e alla stabilità dei sistemi bancari di 138 Paesi in tutto il mondo a cura del World Economic Forum. La top ten dei paesi più sicuri dal punto di vista della stabilità bancaria è la seguente:
  1. Finlandia
  2. Sud Africa
  3. Canada
  4. Nuova Zelanda
  5. Australia
  6. Hong Kong
  7. Norvegia
  8. Singapore
  9. Cile
  10. Svezia
L’Italia nella classifica si trova in 106° posizione, dopo il Kazakstan e prima della Bulgaria. È stato analizzando anche la variazione della percezione di sicurezza fra il 2015 e il 2016, con un calo marcato, dovuto in parte agli scandali legati a MPS, Banca Etruria e al crack delle banche che ha portato numerosi risparmiatori alla rovina.


Come funziona il sistema bancario italiano?

Per rispondere a questa domanda, riportiamo quanto scrive Treccani sul suo sito: Il sistema bancario italiano è il risultato di una legislatura che fra le due guerre volle dare ordine all'attività creditizia, valendosi a lungo di forme di vigilanza strutturale anziché prudenziale. La crisi della banca mista, di credito ordinario e finanziario, assolutamente non disciplinata né quanto a rapporti di bilancio né quanto ad adeguatezza di mezzi propri, indusse il legislatore italiano degli anni trenta a disciplinare la specializzazione bancaria e a prendere atto che non sussisteva un sistema di istituti di credito finanziario o speciale. 

Questi ultimi ebbero vita con capitali pubblici o con capitali bancari, oppure come sezioni autonome di banche già esistenti. Da tali circostanze conseguirono: il rifiuto, come principio, della banca universale; la tendenza verso il gruppo bancario plurifunzionale, in cui gli istituti speciali operino in gran parte come enti di secondo grado; la conservazione di fatto di banche di tipo universale, ma con alta vocazione per l'esercizio del credito finanziario a vantaggio della pubblica amministrazione. 

Si determinò così un divieto, derogabile, all'entrata nel sistema, e la tendenza a confondere la stabilità del sistema con la lenta variazione strutturale del medesimo, che si muoveva in prevalenza in convoglio. 

A ciò si deve aggiungere l'impermeabilità di taluni assetti proprietari, in quanto il sistema bancario italiano si compone di: a) istituti di credito di diritto pubblico; b) casse di risparmio e monti di credito di prima categoria; c) banche di interesse nazionale; d) aziende ordinarie di credito; e) banche popolari cooperative; f) casse rurali e artigiane, pure cooperative. 

Le prime due categorie non prevedono la negoziabilità di quote del proprio patrimonio e limitano la possibilità di fusioni all'ambito della categoria. Solo di recente taluni istituti di credito di diritto pubblico e talune casse di risparmio hanno raccolto mezzi propri mediante l'emissione di quote di risparmio negoziabili, che però non attribuiscono peso nell'amministrazione dell'emittente. 

Si tratta, dunque, di aziende di credito destinate a crescere mediante autofinanziamento finalizzato all'adeguamento patrimoniale, salvo interventi straordinari a carico di bilanci pubblici.Le banche di interesse nazionale, derivanti dai salvataggi operati dall'IRI all'inizio degli anni trenta, sono anch'esse istituzioni a controllo pubblico, che però possono raccogliere capitali privati di minoranza. 

Se ben si osserva, nella logica del sistema giuridico ed economico le tre categorie indicate restano 'impermeabili' a un possibile mutamento di soggetto giuridico. La stessa deduzione può trarsi per le banche cooperative popolari e per le casse rurali, che possono accorparsi fra loro con operazioni di fusione, ma non essere oggetto di acquisto di pacchetti di controllo da parte di terzi. In conclusione, l'unica categoria acquisibile, ma non in grado di acquisire banche di altre categorie, è quella delle aziende ordinarie di credito.

La struttura organizzativo-giuridica del sistema bancario italiano è quindi volta alla graduale pubblicizzazione del sistema medesimo o meglio a una composizione duale: banche a soggetto giuridico pubblico e banche cooperative. 

Tale è la situazione allo stato dei fatti, ma tuttavia la prospettiva di mercati bancari e creditizi più aperti induce processi di ristrutturazione del sistema bancario, che possono modificarne la composizione. 

Si aggiunga che gli istituti speciali di credito, in quanto controllati da banche o da enti pubblici, sono per la quasi totalità appartenenti alla mano pubblica, sì che il perfezionamento dei gruppi plurifunzionali non potrà giovare a una struttura meno pubblicistica.Il sistema creditizio si articola oggi, grosso modo, in tre settori: aziende di credito con prevalente vocazione per l'attività commerciale ordinaria, ma talora proprietarie di sezioni autonome di credito speciale; istituti di credito speciale controllati o da aziende di credito o da enti pubblici; istituzioni parabancarie in larga misura facenti capo ad aziende di credito. 

Per questi motivi di organizzazione strutturale la vigilanza sulle aziende di credito tende a estendersi su base consolidata agli istituti speciali e al parabancario controllato da banche. Nel campo degli istituti speciali e del parabancario possono sorgere iniziative non promosse da banche, e pertanto sono convenienti, nell'ambito della complessiva intermediazione creditizia, normative comuni di disciplina prudenziale. La Comunità Economica Europea ha emanato direttive in ordine all'attività bancaria, da cui si desume la tendenza prevalente verso la banca universale, o il gruppo polifunzionale, e verso forme di vigilanza prudenziale, invero presenti anche in aree extraeuropee.

SEI CORRENTISTA? COME PUOI RICONOSCERE L'USURA BANCARIA?

L’usura bancaria è, purtroppo, molto più diffusa di quanto non si possa pensare. 

Ci sono correntisti che lasciano interessi usurari alle banche per anni, tanto che con quell'ammontare alcuni potrebbero sanare eventuali perdite o debiti che mettono spesso in difficoltà professionisti e aziende.
La domanda è: come posso io, semplice cittadino o imprenditore sapere  quando viene condotta nei miei confronti una attività illecita come l'usura dalla mia banca? 



IN AIUTO AL CORRENTISTA ARRIVA UNA SENTENZA 

La Cassazione Penale con recente pronuncia (Cass. Pen. sez. II, sentenza 17/11/2015 n° 45642) ha ritenuto che l’usura scatta alla contabilizzazione degli interessi.

La Corte di Cassazione pone l’accento su un punto sebbene il reato di usura possa ritenersi consumato già con la sola pattuizione tra banca e cliente dell’interesse oltre soglia, affinchè si configuri, concretamente, il profitto illecito è necessario il conseguimento di un introito da parte dell’istituto bancario: “in tema di usura, il profitto confiscabile, ex art. 644 c.p., coincide con gli interessi usurari concretamente corrisposti …” (Cass. Sez. 6 sent. n. 45090 del 02/10/2014).

ECCO LA NOVITÀ

Ed è anche l'aspetto più interessante dell'intera questione: la cosa che  diventa molto importante per il correntista è  di poter inserire nel concetto di "interessi usurari concretamente corrisposti" anche quelli che vengono erogati attraverso l’emissione di titoli di credito, indipendentemente dal fatto che tali titoli siano utilizzati.  

Può accadere che una banca sia in condizione di disporre delle somme che confluiscono sul conto corrente del cliente – anche per mezzo di eventuali titoli di credito – riducendo, in tal modo, il proprio credito nei confronti del cliente medesimo.


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domenica 23 ottobre 2016

BANCHE: L'ANATOCISMO È VIETATO PER LEGGE

Come ben sapete è finalmente entrato in vigore il decreto che stabilisce il calcolo degli interessi a debito e a credito. 



Dal 1° ottobre infatti sono entrate in vigore le nuove norme sul tema dell’anatocismo bancario contenute nel decreto n. 343/2016 del ministro delle Finanze, che hanno stabilito una volta per tutte come debbano essere calcolati gli “interessi sugli interessi”.

Il decreto arriva dopo la riforma del Testo Unico Bancario, che già più di un anno fa prevedeva il divieto di anatocismo, e intende mettere fine in particolare alle controversie fra banche e risparmiatori sul metodo di calcolo degli interessi debitori, ovvero quelli che devono essere rimborsati per aver usufruito di un servizio come un finanziamento.

Le novità coinvolgono soprattutto i contratti di conto corrente e i fidi. Il cambiamento più importante riguarda il calcolo degli interessi a debito e a credito dei conti corrente: essi devono avere la stessa periodicità e il periodo di calcolo non può essere inferiore all’anno. Il calcolo degli interessi deve avvenire alla fine dell’anno solare, e il pagamento degli interessi non può essere richiesto prima del 1° marzo dell’anno seguente. Nel concreto ciò significa che la banca non potrà richiedere al cliente interessi per uno scoperto di conto corrente relativo a un dato anno prima del 1°marzo dell’anno successivo.

Nel caso di interessi debitori il cliente potrà quindi decidere di pagare subito oppure potrà autorizzare la banca a calcolare gli interessi dovuti aggiungendoli al capitale già a debito sul conto ma solo ed esclusivamente firmando un’apposita dichiarazione scritta. In tal caso però non si produce un calcolo “degli interessi sugli interessi”, ovvero di “anatocismo”, perché in questo caso infatti gli “interessi” si trasformano in “capitale” e pertanto su questo possono essere calcolati nuovi interessi. Alcune banche hanno già inviato lettere alla loro clientela con le quali richiedono l’autorizzazione per l’addebito in conto degli interessi debitori. Una tale richiesta non comporta nessun onere di fatto per il cliente che può sempre revocare in qualsiasi momento l’autorizzazione data.

Come in passato, invece, in caso di mancato pagamento degli interessi debitori la banca può ricorrere alle vie legali e chiedere il pagamento degli interessi moratori (che consiste nel pagamento degli interessi dovuti per il ritardo).

Fonte: lamiafinanza.it 


Sull'argomento abbiamo pubblicato 


INTERROGAZIONE ALLA CAMERA SU USURA: 82 MILIARDI DI EURO NEL 2015


La piaga dell'usura al centro di un'interrogazione al Ministro dell’interno e dello sviluppo economico da parte di un gruppo di deputati di SI-SEL

usura bancaria sdl centrostudi


Gli interroganti, premesso che secondo i dati forniti dal Ministero dell’interno, in tutta Italia nel 2014 le denunce per usura sono state solo 372 di cui nove nelle Marche e che secondo l’Eurispes l’usura nel 2015 ha toccato quota 82 miliardi di euro, con un'impresa su due che negli ultimi due anni si è rivolta ai 40 mila 'strozzini' presenti sul territorio nazionale con tassi di interesse che vanno dal 120 al 250 per cento, se il Governo non intenda assumere iniziative per potenziare il ruolo del Confidi (consorzio di garanzia collettiva dei fidi) come strumento utile alle imprese per continuare ad operare nella legalità e in che modo intenda promuovere questo ruolo. 

Inoltre, se il Governo sia a conoscenza del dilagante fenomeno dell’usura e se abbia preso atto dell’estensione dello stesso in tutta Italia, salvo rare eccezioni e come il Governo intenda assumere iniziative, per quanto di competenza, per scardinare simili fenomeni


Sull'argomento abbiamo pubblicato: 

VITTORIA PER SDL CENTROSTUDI: IMPORTANTE RINVIO A GIUDIZIO DI DIRETTORI DI BANCA PER USURA

SDL Centrostudi ha ricevuto notizia di un'importantissima vittoria: il rinvio a giudizio di direttori di Banca che hanno praticato l’usura nei confronti di loro clienti correntisti. Abbiamo intervistato per voi l'avvocato Biagio Riccio, artefice di questo successo.

Avvocato Biagio Riccio
Avvocato Biagio Riccio 

Perché questo rinvio a giudizio è così importante?

Si tratta di un fondamentale provvedimento, perché è rarissimo che la richiesta di rinvio a giudizio da parte di un Pubblico Ministero nell'ambito dei reati di usura sia accolta dall'ufficio del giudice per le indagini preliminari. Di solito tutte le querele vengono archiviate, perché si ritiene che i funzionari delle banche, quando applicano interessi usurari, agiscono senza volontà di compiere il reato (la motivazione è che quest’ultimo obbedisce ad ordini superiori e pertanto non è responsabile dell’azione che compie, NdR). Questo pubblico ministero ha invece dimostrato che i direttori di banca hanno assunto un comportamento valutabile come dolo specifico, il che significa con assoluta consapevolezza di arrecare danno. 


Quali le conseguenze immediate e quali quelle a lungo termine?

Le conseguenze immediate si riscontrano nella costituzione di parte civile della vittima del reato. Si può dimostrare, attraverso le perizie SDL Centrostudi, non solo l'usura già accertata dal consulente tecnico del Pubblico Ministero, ma anche i gravissimi danni subiti dalla parte offesa che, ricordiamolo, sta affrontando anche l'espropriazione forzata delle sue proprietà in sede civile. Nel lungo periodo si può ritenere che, poiché l'attività esecutiva è sospesa, sempre grazie alle perizie SDL Centrostudi, la parte offesa potrà ottenere la soddisfazione di ogni sua pretesa: non solo non pagherà gli interessi usurari, ma otterrà la restituzione del maltolto ed un sostanzioso risarcimento. Gli avvocati della banca devono preoccuparsi, altresì, che i propri clienti non siano condannati a pene detentive. 


Entro quando ci si può aspettare qualche novità a riguardo?

Anche subito perché la costituzione di parte civile, che avverrà prima del dibattimento, farà sentire la voce della vittima del reato e la banca avrà seri problemi, perché dovrà dimostrare di aver agito senza dolo e risarcire tutti i danni. Dovrà cancellare il cliente dalla centrale rischi e tutte le ipoteche che hanno colpito un patrimonio quattro volte superiore al credito erogato. SDL Centrostudi potrà dimostrare che le sue perizie hanno reso significativamente giustizia: e questa è una gran notizia. 


Cosa ci si aspetta da questa vittoria?

Giustizia, finalmente giustizia. Ci sono considerazioni che possono tornare utili ai nostri lettori?Di non arrendersi mai, di combattere sempre, di credere nella missione di SDL Centrostudi a difesa dei più deboli. Sul sito SDL Centrostudi trovate l'articolo pubblicato sul nostro sito con la notizia del rinvio a giudizio.

lunedì 10 ottobre 2016

SDL CENTROSTUDI CONVEGNO PER LA LEGALITÀ A L'AQUILA

Mercoledì 12 ottobre dalle ore 10 alle ore 13,00 si svolgerà presso l’auditorium del Parco – Viale delle Medaglie d’Oro, 67 il “convegno per la legalità‘’ organizzato da SDL Centrostudi con il patrocinio del Comune dell’Aquila.

I Temi che verranno trattati sono: Debito pubblico e signoraggio; La legalità Bancaria; Come difendersi; Strumenti per migliorare il rapporto Banca Impresa.

Nel Corso del Convegno ci sarà la presentazione del libro, da parte dell’Autore, Angiolo Pellegrini, “Noi gli Uomini di Falcone, la guerra che ci impedirono di vincere”.

Angiolo Pellegrini, Generale dell’Arma dei Carabinieri, è stato comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985. Come uomo di fiducia del pool, ha portato a compimento le più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra.

Al convegno parteciperanno: Padre Quirino Salomone, Frate francescano ex rettore della basilica di Collemaggio a L’Aquila; Avv.to Biagio Riccio, Avvocato civilista – Patrocinante in Cassazione; Dott. Pietro Calabrò, Presidente SDL Centrostudi S.p.A – ex Magistrato.

Il dott. Calabrò, sempre in prima linea nella difesa dei cittadini e delle famiglie, è celebre per avere ottenuto la prima sentenza italiana contro l’anatocismo bancario che dopo circa 40 anni di sentenze negative della Corte di Cassazione, contribuì in modo determinante a invertire detta tendenza e a sanzionare come illegittimo il comportamento delle banche.



SDL Centrostudi spa è una società specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario, nonché con i soggetti deputati al recupero di imposte e tasse.

Il fine perseguito è, in primis, quello di ripristinare la trasparenza nei predetti rapporti, spesso viziati da anomalie quali, ad esempio, l’anatocismo e l’usura.

L’intento di SDL Centrostudi è quello di informare gli interessati dei pregiudizi a tale titolo sofferti, offrendo loro una tutela spesso sconosciuta alla parte contrattuale più debole.

SDL Centrostudi studia l’interazione tra le proposte di strumenti bancari o finanziari, le norme vigenti in materia e la conseguente evoluzione giurisprudenziale, al fine di limitare l’asimmetria informativa che contraddistingue, non di rado, i rapporti tra banca e cliente, proponendo conseguentemente un piano d’intervento stragiudiziale e giudiziale volto a garantire l’accertamento delle violazioni e l’affermazione dei diritti negati.
SDL Centrostudi ha approfondito rilevanti altre tematiche, quali quelle della ristrutturazione del debito delle imprese, del sovraindebitamento, dell’esdebitazione e di ogni aspetto del contenzioso tributario, offrendo sostanziali e concrete soluzioni a tutti i soggetti coinvolti da simili problematiche.

venerdì 9 settembre 2016

USURA: BUSINESS DA 82 MILIARDI. VITTIME 3 MILIONI DI FAMIGLIE

Secondo uno studio uscito in questi ultimi giorni da parte dell'EURISPES, ottenuto incrociando una serie di dati per fare emergere anche il "nero", ammonta a 82 miliardi di euro il business annuo relativo alla sola USURA. Vittime soprattutto tre milioni di famiglie e una azienda ogni 10 in tutti i settori, da quelli del commercio e dei servizi a quelli dell'agricoltura, 



CHI È LO STROZZINO?

Eurispes ha identificato quello che secondo l'analisi è l'usurario tipo, il carnefice che sfrutta la debolezza altrui. E non sono solo organizzazioni criminali, come la mafia, che rimane comunque in testa al fenomeno. Tra questi anche l'"amico della porta accanto", persone insospettabili che continuano ad approfittare della crisi per arricchirsi a scapito di chi è in difficoltà finanziarie.  

Il 12% per cento delle famiglie (su un totale di 24,6 milioni di famiglie) si rivolge a privati (non parenti o amici) per avere accesso a un  prestito, in seguito al rifiuto da parte degli istituti bancari. La stima è di 10.000 euro a testa (richiesti anche in diverse occasioni), per una cifra di 30 miliardi di euro per 3 milioni di famiglie nel ruolo di vittime. Con gli strozzini ci rimettono tutti: le famiglie che in media devono restituire il doppio di quanto avuto in prestito (oltre 60 miliardi); stesso discorso per le imprese agricole (4,95 i miliardi resi a fronte dei 2,25 ricevuti) e per quelle commerciali (indietro 11 miliardi contro i 5 avuti).

ANCHE GLI ISTITUTI BANCARI PRATICANO USURA 

Responsabilità anche da parte della banche, che nel corso degli ultimi anni hanno rifiutato prestiti alle imprese, riducendo e chiudendo fidi e finanziamenti. Ma anche in seguito a usura bancaria, fronte su cui SDL Centrostudi si sta battendo da anni al fianco di imprese e famiglie. 
Sdl Centrostudi è infatti una  società di consulenza che con le sue centinaia di consulenti in sedi territoriali e in tutta Italia  si occupa di usura, anomalie bancarie e anatocismo – quest'ultima la pratica di applicare interessi su altri interessi. 
Sdl Centrostudi è una società di consulenza il cui compito è  salvare imprese e famiglie dagli illeciti delle banche, come usura e anatocismo
In seguito all'aggravarsi della crisi economica sono migliaia gli imprenditori e i privati che vengono assistiti da SDL entrando e vincendo le cause contro le banche.

Sul canale Youtube di Sdl Centrostudi sono decine poi le testimonianze video di imprenditori e liberi professionisti che hanno chiesto aiuto e che hanno ottenuto soddisfazioni: Daniela Bariselli,  Biosystem Italia, GRC autogru e piattaforme srl, Franco Garlascà,  Davide Fusaroli, Seragni Luigi, Filippo De Gori, Luigi Baronio, e molti molti altri. 


LE REGIONI A MAGGIOR RISCHIO? SUD E ISOLE PER LA CRIMINALITÀ CENTRO E NORD ITALIA PER GLI ISTITUTI DI CREDITO

Eurispes ha incrociato 23 variabili socio-economiche, compresi il livello di disoccupazione, quello di ricchezza complessiva del territorio, l’entità dei fenomeni estorsivi. Se la media nazionale di vulnerabilità è del 44%, la maglia nera va a Parma, che si assesta al 100%: un dato che - secondo l’Eurispes - può dipendere anche del perdurare dello stato di sofferenza del tessuto produttivo e sociale a partire dall’inizio della crisi del 2008. Con Parma tra le prime sette province ad alto rischio ci sono Crotone (96,8), Siracusa (91,9), Foggia (86,1), Trapani (85,6), Vibo Valentia (82,1) e Palermo (81,9). Pericolo medio-alto per Aosta (61,6), Imperia (52,7) e Biella (50,3).