martedì 29 novembre 2016

INAUGURATO LO SPORTELLO CONTRO I CRIMINI BANCARI

È stato inaugurato il 23 novembre alle ore 11, e sarà reso operativo entro il mese di dicembre, presso la sede comunale di Piazza Diritti dei Bambini a Bussero, in provincia di Milano, il nuovo sportello sperimentale che permetterà a cittadini, imprese, e famiglie, di essere assistiti e supportati per verificare e correggere eventuali distorsioni sistemiche, carenze nella trasparenza informativa, e anomalie operative, nell’ambito dei rapporti con gli istituti bancari e il sistema del credito.

L'obiettivo è il servizio di assistenza e di tutela socio-economica supportato da Leganet srl e dal Centrostudi SDL SpA.



Grazie a questa importante iniziativa che nasce dall’accordo tra Legautonomie e l’Istituto Nazionale revisori Legali, già avviata in fase sperimentale in altri 5 comuni, sarà possibile avere una consulenza specialistica per verificare eventuali rischi derivanti da anomalie, con particolare riferimento all’applicazione dei tassi di interesse operate dagli istituti bancari.

“Siamo orgogliosi di poter ospitare questo servizio sul nostro territorio -ha dichiarato il Sindaco di Bussero Curzio Rusnati– e di poter offrire un’ ulteriore opportunità di supporto e consulenza gratuita alle famiglie su tematiche così complesse come quelle bancarie, che devono essere comprese correttamente, per evitare il rischio di compromettere situazioni che in questo periodo sono spesso già troppo difficili per i nostri cittadini”.

lunedì 28 novembre 2016

QUANDO LA BANCA VIENE STANGATA: ALTRA VITTORIA DI SDL CENTROSTUDI

Nonostante la prassi sia espressamente vietata dalla Corte di Cassazione dal 1999, alcuni istituti di credito continuano a praticare tale capitalizzazione di interessi, confidando in una pronuncia del CICR (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) datata 9 Febbraio 2000. Ma SDL Centrostudi è intervenuta, con successo!



In particolare, la delibera in oggetto ha fissato il principio per cui sono valide le pattuizioni del contratto bancario che prevedano l’anatocismo purché vi sia la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e quelli passivi.

Il Tribunale di Cremona, con ordinanza del 7 novembre 2014, ha concesso una consulenza tecnica d’ufficio in una causa nella quale un cliente di SDL Centrostudi patrocinato dall’Avvocato Serafino Di Loreto ha ottenuto, contro la Banca di Credito Cooperativo, il riconoscimento delle proprie spettanze secondo una duplice opzione e previsione:
  • In un primo calcolo si attribuisce al correntista la somma di € 399,74
  • mentre in una seconda rielaborazione la somma di € 260,35
Gli interessi passivi riscontrati nel conto erano pari a € 759.446,12 e rispetto ad essi il C.T.U., pur facendo riferimento alle direttive del C.I.C.R. dell’anno 2000, ha effettuato una totale rideterminazione, anche alla presenza di conti anticipi, per giungere alle conclusioni di cui sopra favorevoli all’attore della causa.

Con le decisioni dei giudici in questo contenzioso si è dimostrato che la perizia curata da SDL Centrostudi ha conseguito un risultato di altissimo profilo anche per la fattispecie giuridica, non limitata al semplice elaborato econometrico, ma relativamente anche alla rideterminazione di tutti i saldi che nelle diverse partite, debitorie e creditorie, debba essere sviluppata nell’ambito di un contenzioso legale.

Per leggere la sentenza integrale andate sul nostro sito

domenica 27 novembre 2016

OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES

Titola il Financial Times: "Troubled Italian banks face fresh risk of failing if Renzi loses vote".   In fondo all'articolo i nomi degli 8 istituti a rischio.

C'è da rimanere sconcertati di fronte a questa notizia riportata dal Financial Times e ripresa da alcune testate nazionali tra cui La Stampa e Repubblica. Sconcertati perché? Perché questo dimostra ancora una volta quanto sia fragile l'equilibrio delle banche europee. In particolare quelle italiane ma, come abbiamo più volte ripetuto, non c'è da fidarsi neppure delle solide banche tedesche come la  Deutsche Bank!

 


Dunque, sempre secondo il Financial Time, se il prossimo 4 dicembre «il premier Matteo Renzi perderà il referendum costituzionale fino a 8 banche italiane, quelle con più problemi, rischiano di fallire». 

L’allarme del Financial Times è confermato anche da Goldman Sachs, che aveva sottolineato i rischi per il sistema bancario legati alla vittoria del No, mentre il Financial Times in un commento aveva ipotizzato la possibilità di un'uscita dell'Italia dall'euro. 

«Renzi che ha detto che si dimetterà se perderà il referendum, ha promosso una soluzione di mercato per risolvere i problemi da 4.000 miliardi di euro del sistema bancario italiano». E nel caso di dimissioni di Renzi i banchiere temono «la protratta incertezza durante la creazione di un governo tecnico». 

Secondo l'autorevole testata finanziaria gli 8 istituti a rischio sono:
  • Monte dei Paschi di Siena 
  • la Popolare di Vicenza
  • Carige
  • Banca Etruria
  • CariChieti
  • Banca delle Marche 
  • CariFerrara.

Non è la prima volta che poniamo dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano
Questa, ancora una volta, ne è la riprova. Sconcertante che basti un voto popolare per cambiare le sorti di istituti di credito che dovrebbero invece essere un esempio di solidità, ma che come sappiamo negli ultimi anni, si sono comportati in maniera più che illecita nei confronti degli stessi correntisti, preferendo le speculazioni finanziare alla solidità della buona amministrazione.  


Articoli già pubblicati da SDL Centrostudi  


martedì 22 novembre 2016

CONTI CORRENTI ALLEGGERITI ALL'UNICREDIT: MA, PER UNA VOLTA, NON È ANATOCISMO

Una dipendente della filiale di piazza Roma della Unicredit a Cremona avrebbe sottratto denaro dai conti di almeno due correntisti, di sicuro da quello di una persona anziana che si è già affidata ad un legale e, altrettanto certamente, da quello di una persona ormai deceduta, i cui eredi hanno a loro volta allertato un avvocato.

Sicuramente ciò è stato fatto all'insaputa dei vertici della banca, tanto che Unicredit stessa si dichiara parte lesa, ma solleva una questione importante: che differenza c'è fra sottrarre dei soldi dai conti correnti come in questo caso e sottrarli tramite anatocismo e usura bancaria? In entrambi i casi viene commesso un reato, e spesso è molto più complesso risalire ai retati di anatocismo e usura. Ecco perché c'è la preanalisi gratuita  di SDL Centrostudi a venirvi in aiuto per scovare illeciti sul vostro conto bancario. 


La filiale di Cremona coinvolta

LE BANCHE ITALIANE CAUSERANNO LA PROSSIMA CRISI?

A inizio mese abbiamo pubblicato un articolo in cui commentavamo la sicurezza delle banche italiane, notando come la situazione sia particolarmente sconfortante.



A quanto scritto allora, si aggiunge un’altra pessima notizia per tutti i risparmiatori. Steve Eisman, colui che aveva intuito che i mutui subprime, i prestiti concessi con scarse garanzie e poi «impacchettati» in rischiosi prodotti finanziari, avrebbero incrinato l’economia americana e quindi affossato Wall Street, sostiene che la prossima crisi economica è vicina. E la colpa, spiega, è delle banche italiane che sono imbottite di crediti deteriorati, i cosiddetti Npl («Non performing loans»), frutto di finanziamenti concessi dalle banche a famiglie e imprese finite male e valutati il doppio del loro valore reale gonfiando quindi in modo pericoloso il capitale delle banche.

Per approfondire l’argomento, vi consigliamo la lettura di questo articolo de La Stampa e questo del Guardian.

mercoledì 16 novembre 2016

TRIBUNALE DI TORINO – SENTENZA FAVOREVOLE - USURA OGGETTIVA

Nell’articolo di ieri spiegavamo come nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.



Siamo quindi lieti di trasmettervi la recentissima sentenza favorevole emessa dal Tribunale di Torino, Dott. Conca ed ottenuta dall’Avv. Elio Gnocato (foro di Torino).

La sentenza è interessante in quanto ritenendo la condotta adottata dalla Banca contraria a buona fede, il Giudice ha statuito che l’assenza del contratto e gli effetti derivanti non possano che ricadere sulla Banca stessa.

Purché sia stata effettuata l’istanza ex art. 119 TUB previamente alla causa di merito, nessun interesse è dovuto.

La tesi dell’usura oggettiva è condivisa tantè che “ai fini della verifica dell’usura è chiaro che si debba conteggiare anche l’impatto della capitalizzazione perchè non consentita e delle CMS perchè in ogni caso no validamente convenuta…”.

Gli importi indicati nella perizia redatta da SDL Centrostudi pienamente confermati.

Come ci sottolinea lo stesso Avv. Gnocato “per i Colleghi è interessante come prospettazione delle doglianze effettuate e da effettuarsi così come elencate nei punti pag. 3-4. Nonchè le questioni “controverse” indicate. Fornire una buona risposta significa redigere un buon atto di citazione.”

Per leggere la sentenza integrale vi invitiamo a consultare il nostro sito.

martedì 15 novembre 2016

USURA BANCARIA E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA

L'Usura e l'Usura Bancaria nelle sue varie forme (usura oggettiva e soggettiva oppure originaria e sopravvenuta), formano oggetto di numerosi contenziosi attivati da numerosi clienti di SDL Centrostudi contro le banche. Cerchiamo oggi di comprendere quale è il significato di Usura Bancaria nelle sue diverse forme: usura oggettiva e soggettiva nonché originaria e sopravvenuta.


Quando c’è Usura? 

 L’usura, come noto, è la pratica consistente nel fornire prestiti a tassi di interesse elevati: più precisamente è definito usurario il tasso di interesse sulle operazioni di finanziamento che supera le soglie stabilite dalla legge. Ogni 3 mesi la Banca d’Italia, stabilisce il tasso di interesse massimo, detto ‘tasso soglia’, che in materia bancaria e non i creditori possono applicare ai clienti all’atto dell’accensione di un rapporto di finanziamento, mediante un complesso meccanismo di calcolo. Per la verifica di quale sia il tasso medio praticato tempo per tempo consigliamo di utilizzare questa pagina del sito della Banca d'Italia. Per determinare se vi sia usurarietà bancaria degli interessi diviene peraltro determinante valutare quali oneri vadano inclusi per il raffronto con il tasso soglia: solo gli interessi convenzionali? anche le penali (ad esempio quelle di estinzione anticipata) e le spese? anche gli interessi moratori possono essere usurari? ed in tal caso, valutati separatamente o occorre sommare il tasso convenzionale con il tasso di mora? Le difficoltà di valutazione circa l'esistenza dell'usurarietà bancaria degli interessi attengono proprio a tali questioni.

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Usura bancaria: Usura Originaria e Sopravvenuta. 

In materia di Usurarietà Bancaria degli interessi, la giurisprudenza ha individuato diverse fattispecie di usurarietà degli interessi: si parla di usura originaria e sopravvenuta, soggettiva e oggettiva.

L’usura bancaria originaria è quella di cui alla L. 24/01 che con norma di interpretazione autentica ha stabilito che, ai fini dell’applicazione sia dell’art. 644 c.p. che dell’art. 1815 c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono stati promessi o convenuti a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento. Quindi per la determinazione dell’usurarietà bancaria dei tassi occorre fare riferimento al momento della sottoscrizione del contratto. Se il tasso soglia è violato si applica l’art. 1815 c.c. che sancisce la nullità della relativa clausola e la conseguente non debenza di alcun interesse da parte del cliente: il prestito concesso diventa in sostanza a titolo gratuito e il cliente può agire per la ripetizione di tutte le somme versate a titolo di interessi, spese e competenze.

L’usura bancaria sopravvenuta, invece, si verifica quando il contratto prevede un tasso di interesse non usurario al momento della stipula (perché stipulato prima della L. 108/1996 o perché conforme al tasso soglia vigente in quel momento), ma che è divenuto tale nel corso del rapporto a seguito della variazione dei tassi soglia nei citati decreti ministeriali. Ove si ammetta la ricorrenza di tale ipotesi di usura bancaria sopravvenuta, generalmente si indica che sorgerebbe un mero obbligo di rideterminazione degli interessi entro i limiti della soglia e la conseguente inopponibilità al cliente soltanto della misura dei tassi eccedente tale limite: sostanzialmente il cliente avrebbe diritto alla restituzione soltanto della differenza tra il tasso applicato e il tasso soglia e solo per il periodo di superamento.
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Usura bancaria: Usura Oggettiva e Soggettiva.

La fattispecie di Usura (anche bancaria) dal profilo penalistico si caratterizza per la mera predeterminazione normativa di un tasso soglia per ogni tipologia di finanziamento e operazione di credito al di sopra del quale l’interesse diventa usurario e questa fattispecie viene definita usura oggettiva.

Nell'usura bancaria oggettiva vi è l’assenza di qualsiasi riferimento alla situazione di debolezza economica della vittima del reato e, quindi, la valutazione è appunto oggettiva; il requisito dell’approfittamento dello stato di bisogno, previsto nella fattispecie delineata dall’art. 644 c.p. del 1930 in vigore fino al 1996, infatti, non è più richiesto affinché si perfezioni il delitto e vale solo come circostanza aggravante. Il bene giuridico tutelato dalla norma in questa ipotesi di usura bancaria oggettiva è sicuramente l’ordine nel mercato del credito: chiunque presti soldi non può farlo richiedendo o percependo un corrispettivo superiore a quello stabilito dall’autorità amministrativa.

Infine, l’usura soggettiva è descritta dalla seconda parte del terzo comma dell’art. 644 c.p. e prevede che “sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori [al limite stabilito dalla legge] che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alle prestazioni di denaro […], quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria”. In tale seconda figura di usurarietà bancaria degli interessi, detta appunto soggettiva, il legislatore ripropone il requisito delle condizioni economiche del mutuatario (già presente nella cosiddetta usura impropria di cui all’art. 644 bis c.p. in vigore dal 1992 al 1996) e introduce la nuova nozione normativa di “interessi comunque sproporzionati rispetto al capitale prestato” valutati in base alla concreta situazione economica e finanziaria (soggettiva) del soggetto che li ha dati o promessi.

In questo secondo caso la norma mira a tutelare, con valutazione soggettiva, il patrimonio delle persone in situazioni di difficoltà economiche o finanziarie in cui possono temporaneamente versare dagli effetti di contratti di finanziamento contenenti clausole che prevedano il pagamento di interessi “sproporzionati” in relazione al capitale prestato e considerati i tassi di interesse mediamente praticati dal sistema finanziario, al tempo della concessione del credito, per quel tipo di operazione (quindi fido, mutuo, leasing o altro).

Il mutuo erogato dalla banca può essere considerato usurario anche se sul contratto fatto firmare al cliente vi è la cosiddetta clausola di salvaguardia in favore dell’istituto di credito, clausola con cui si stabilisce che la misura degli interessi di mora non può mai superare il tasso soglia dell’usura. Infatti per verificare se il mutuo è usurario o meno è necessario sommare agli interessi moratori tutte le commissioni e le spese sostenute dal cliente per l’accensione o il recesso dal finanziamento (si pensi alla commissione di estinzione anticipata). Tutte tali voci vanno, infatti, a incidere sul costo sopportato dal cittadino e, quindi, possono rilevare per stabilire se il conto finale sfori o meno il tetto dell’usura. Dunque, la presenza della clausola di salvaguardia, che fa salvi solo gli interessi di mora riportandoli sempre a un tasso “legale”, non esclude che l’usurarietà del mutuo possa scattare proprio a causa di altre voci di spesa collaterali, ma comunque conseguenti al prestito, gravanti comunque sul cliente.