giovedì 5 gennaio 2017

MONTE DEI PASCHI: ECCO COME SI È ARRICCHITO (E I CONTRIBUENTI PAGANO)


Qualcuno ha guadagnato tanto con il Monte dei Paschi. Un inchiesta de l'Espresso illustrerebbe come i grandi gruppi del credito eluderebbe il fisco italiano attraverso le loro controllate in Lussemburgo, a Bermuda e nelle Cayman. Ma quando le cose vanno  male, lo Stato deve intervenire con miliardi di soldi pubblici

monte dei paschi

Rastrellando bond a prezzi da saldo negli ultimi giorni prima della sospensione. Un caso di allarmismo finanziario per ottenere un profitto politico e, viceversa, di allarmismo politico per ottenere profitti finanziari. 
Ne parla approfonditamente questa settimana l'Espresso  che afferma inoltre come ci sia stata una catena di gesti spregiudicati e di incompetenze, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore c’è stato dolo. Non una novità nella gestione Monte Paschi degli ultimi dieci anni.

La vicenda Mps è ancora lontana da una conclusione. Da qui a qualche mese i bond convertiti in azioni saranno negoziabili. Si spera che non ci siano nuovi crolli e che l’istituto senese possa essere risanato e di nuovo privatizzato, magari con un profitto dello Stato come negli Usa con le nazionalizzazioni post-subprime.

"Monte dei Paschi nel 2015 ha fatto 107 milioni di utili in paradisi fiscali. Per Veneto Banca 103 milioni in Irlanda” afferma inoltre l'inchiesta del sito dell'Espresso rivela che sia gli istituti in crisi sia i più sani hanno guadagnato decine o centinaia di milioni attraverso filiali registrate nei Paesi a bassa fiscalità. 

Unicredit e Intesa - conclude l'Espresso - hanno realizzato rispettivamente il 23% e il 15% dei profitti pre-tasse in nazioni dove il carico fiscale è a livelli minimi. Per Mediolanum la percentuale supera il 50%

Per approfondire: 

mercoledì 28 dicembre 2016

SALVARE MONTE DEI PASCHI DI SIENA COSTERÀ A OGNI ITALIANO 105 EURO

Sembra pazzesco vero? Ma pensate che ogni italiano pagherà di tasca sua allo stato almeno 105 euro (infanti compresi) per fare in modo che una sola banca (in particolare Monte dei Paschi di Siena) non fallisca.  Basta dividere  i 6,4 miliardi che sborserà lo Stato per il numero degli abitanti italiani,  ma non è finita qui... dunque tenete aperto il portafoglio.

Eppure noi di SDL Centrostudi è da oltre un anno che abbiamo identificato le banche a rischio e lo abbiamo ribadito a novembre, prima di questo ultimo scandalo nell'articolo 
OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES



Pensare che a Novembre quando pubblicammo quell'articolo condiviso dal Financial Times che allertava sulle banche italiane (ed europee perché anche la Deutche Bank non se la passa meglio), un lettore scriveva sul nostro canale linkedin 


Ho letto attentamente il contenuto , non condivido assolutamente le ipotesi nefaste e tendenziose , si tratta solo di pura speculazione , il valore attuale delle banche sono esattamente meno della metà del valore reale anche in presenza dei crediti inesigibili ! Saranno oggetto di massicci acquisti di investitori esteri che per due soldi acquisteranno le nostre banche , compreso Monte dei Paschi , e le sofferenze si trasformeranno in altrettanti ottimi affari . Sdl centrostudi a mio avviso forse è esperta di usura ed anatocismo ed emissioni di perizie inerenti non sempre vincenti se mi pare più soccombenti , non mi risulta che si occupi di alta finanza se non della propria .

Ottimi affari, scriveva il temerario commentatore. 

Non è passato neppure un mese dal nostro avvertimento e il conto risulta più salato rispetto alle previsioni, l'ha preparato la Bce, che ha rivisto al rialzo il fabbisogno di capitale necessario alla banca senese per non soccombere: servono ora 8,8 miliardi di euro. 


Il problema è che la crisi economica e soprattutto il suo perdurare, ha reso il sistema bancario più fragile.  I crediti posseduti dagli istituti bancari italiani sono diventati sempre più inesigibili, tant'è che gli stessi istituti sono stati costretti a svalutarli e a ricapitalizzarsi.  Il Q.E. della BCE ha aiutato e aiuterà le banche ad essere più liquide, ma questo da solo non basta. Inoltre, non dimentichiamo, la cosidetta gestione "creativa" del management delle banche, si pensi ad MPS relativamente all'acquisizione della Banca Anton Veneta e agli investmenti in derivati strutturati molto rischiosi come Alexandria e Santorini..... 

È chiaro che in questa situazione ci sarà chi speculerà (come il nostro lettore afferma), cercando di acquistare a poco per fare profitto, ma è pur vero che le passività bancarie sono una realtà il cui valore reale può essere discusso e riconsiderato. Del resto gli ultimi stress-test sono stati una chiara dimostrazione di come molte banche , non solo nazionali, devono ristrutturarsi. 

Solo la stabilità politica ed un serio piano di riforme possa calmierare questa situazione e a dare fiducia agli investori e ai mercati, per un rilancio di MPS e del Sistema Bancario Italiano. 
A luglio i vertici dell'istituto di Rocca Salimbeni e l'Eurotower avevano pensato che potessero bastare 5 miliardi e la banca sperava di raccoglierli attraverso un'operazione di mercato. 

L'aumento di capitale è però fallito e per il Monte è arrivato il salvataggio pubblico. Chi paga il conto da 8,8 miliardi? Secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, 6,4 saranno a carico dello Stato, mentre i restanti 2,4 arriveranno dalla conversione delle obbligazioni subordinate degli investitori istituzionali. Se si dividono i 6,4 miliardi che sborserà lo Stato per il numero degli abitanti italiani, il conto è presto fatto e ammonta appunto a 105 euro a testa

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venerdì 16 dicembre 2016

ANNULLAMENTO DI CARTELLE EQUITALIA PER L'IMPORTO DI EURO 71.155,67

Annullare le cartelle esattoriali di Equitalia è possibile, come già dimostrato da sentenze precedenti è possibile. Con la sentenza n°3079/15, è stato che Equitalia dovrà avere documenti e requisiti validi per emettere una cartella, spedirla ed agire di conseguenza. In altri termini, l’Ente potrà avviare le procedure di riscossione solo se dalla documentazione in suo possesso, il credito vantato sarà ampiamente giustificato. È stato inoltre sancito che la prova dell’esistenza o meno del debito dovrà essere dimostrata da Equitalia o dagli Enti creditori, e non dal cittadino. Inoltre sono da considerarsi non solo nulle, ma giuridicamente inesistenti, le cartelle di pagamento che vengono spedite per posta direttamente da Equitalia. Secondo alcuni Giudici, solo la Polizia Municipale o i Messi Comunali, che sono soggetti legittimati dal D.P.R. 602/73, possono avvalersi dei servizi postali per la comunicazione di un ruolo ad un cittadino. Quindi, Equitalia, deve avvalersi di questi soggetti per comunicare ad un cittadino una cartella da pagare.


SDL Centrostudi ha contribuito alla lotta contro le iscrizioni ipotecarie coatte eseguite da Equitalia, con una vittoria fondamentale. La causa definita dalla Commissione aveva ad oggetto una comunicazione preventiva di iscrizione ipotecaria notificata da Equitalia in data 24.02.2016, comunicazione emessa sul presupposto del mancato pagamento di sei cartelle, per un carico complessivo di Euro 71.155,67.

Attraverso il ricorso si è eccepita, innanzitutto, l’omessa notifica delle cartelle di pagamento, atti presupposti a qualsiasi procedura di riscossione coattiva. In materia, l’art. 25, comma 1, del Dpr. n. 602/1973, disciplinante le modalità di riscossione, prevede espressamente che l’Agente della Riscossione, in questo caso Equitalia, debba notificare la cartella di pagamento al debitore iscritto a ruolo. La legge pone, dunque, in capo all’Agente della riscossione il preciso onere di notificare l’iscrizione a ruolo portata dalla cartella di pagamento.

Di conseguenza in mancanza della notifica di un atto presupposto, l’azione amministrativa tesa alla riscossione dei contributi risulta viziata. Ciò deriva dalla semplice circostanza che, essendo il procedimento di riscossione improntato al principio di “tipicità” degli atti, l’attuazione della pretesa deve avvenire seguendo le regole positivizzate dal legislatore. Da tale vizio risulta inequivocabilmente la decadenza in cui è incorsa Equitalia Spa in relazione al potere di riscuotere i tributi oggetto del ricorso. Stante la mancanza di notifica delle cartelle esattoriali, si è altresì contestata l’inesistenza, o comunque la nullità o l’annullabilità, delle relative iscrizioni a ruolo.

Per leggere il commento integrale alla decisione del tribunale, visitate il nostro sito www.sdlcentrostudi.it

martedì 29 novembre 2016

INAUGURATO LO SPORTELLO CONTRO I CRIMINI BANCARI

È stato inaugurato il 23 novembre alle ore 11, e sarà reso operativo entro il mese di dicembre, presso la sede comunale di Piazza Diritti dei Bambini a Bussero, in provincia di Milano, il nuovo sportello sperimentale che permetterà a cittadini, imprese, e famiglie, di essere assistiti e supportati per verificare e correggere eventuali distorsioni sistemiche, carenze nella trasparenza informativa, e anomalie operative, nell’ambito dei rapporti con gli istituti bancari e il sistema del credito.

L'obiettivo è il servizio di assistenza e di tutela socio-economica supportato da Leganet srl e dal Centrostudi SDL SpA.



Grazie a questa importante iniziativa che nasce dall’accordo tra Legautonomie e l’Istituto Nazionale revisori Legali, già avviata in fase sperimentale in altri 5 comuni, sarà possibile avere una consulenza specialistica per verificare eventuali rischi derivanti da anomalie, con particolare riferimento all’applicazione dei tassi di interesse operate dagli istituti bancari.

“Siamo orgogliosi di poter ospitare questo servizio sul nostro territorio -ha dichiarato il Sindaco di Bussero Curzio Rusnati– e di poter offrire un’ ulteriore opportunità di supporto e consulenza gratuita alle famiglie su tematiche così complesse come quelle bancarie, che devono essere comprese correttamente, per evitare il rischio di compromettere situazioni che in questo periodo sono spesso già troppo difficili per i nostri cittadini”.

lunedì 28 novembre 2016

QUANDO LA BANCA VIENE STANGATA: ALTRA VITTORIA DI SDL CENTROSTUDI

Nonostante la prassi sia espressamente vietata dalla Corte di Cassazione dal 1999, alcuni istituti di credito continuano a praticare tale capitalizzazione di interessi, confidando in una pronuncia del CICR (Comitato Interministeriale Credito e Risparmio) datata 9 Febbraio 2000. Ma SDL Centrostudi è intervenuta, con successo!



In particolare, la delibera in oggetto ha fissato il principio per cui sono valide le pattuizioni del contratto bancario che prevedano l’anatocismo purché vi sia la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e quelli passivi.

Il Tribunale di Cremona, con ordinanza del 7 novembre 2014, ha concesso una consulenza tecnica d’ufficio in una causa nella quale un cliente di SDL Centrostudi patrocinato dall’Avvocato Serafino Di Loreto ha ottenuto, contro la Banca di Credito Cooperativo, il riconoscimento delle proprie spettanze secondo una duplice opzione e previsione:
  • In un primo calcolo si attribuisce al correntista la somma di € 399,74
  • mentre in una seconda rielaborazione la somma di € 260,35
Gli interessi passivi riscontrati nel conto erano pari a € 759.446,12 e rispetto ad essi il C.T.U., pur facendo riferimento alle direttive del C.I.C.R. dell’anno 2000, ha effettuato una totale rideterminazione, anche alla presenza di conti anticipi, per giungere alle conclusioni di cui sopra favorevoli all’attore della causa.

Con le decisioni dei giudici in questo contenzioso si è dimostrato che la perizia curata da SDL Centrostudi ha conseguito un risultato di altissimo profilo anche per la fattispecie giuridica, non limitata al semplice elaborato econometrico, ma relativamente anche alla rideterminazione di tutti i saldi che nelle diverse partite, debitorie e creditorie, debba essere sviluppata nell’ambito di un contenzioso legale.

Per leggere la sentenza integrale andate sul nostro sito

domenica 27 novembre 2016

OTTO BANCHE ITALIANE RISCHIANO DI FALLIRE SECONDO IL FINANCIAL TIMES

Titola il Financial Times: "Troubled Italian banks face fresh risk of failing if Renzi loses vote".   In fondo all'articolo i nomi degli 8 istituti a rischio.

C'è da rimanere sconcertati di fronte a questa notizia riportata dal Financial Times e ripresa da alcune testate nazionali tra cui La Stampa e Repubblica. Sconcertati perché? Perché questo dimostra ancora una volta quanto sia fragile l'equilibrio delle banche europee. In particolare quelle italiane ma, come abbiamo più volte ripetuto, non c'è da fidarsi neppure delle solide banche tedesche come la  Deutsche Bank!

 


Dunque, sempre secondo il Financial Time, se il prossimo 4 dicembre «il premier Matteo Renzi perderà il referendum costituzionale fino a 8 banche italiane, quelle con più problemi, rischiano di fallire». 

L’allarme del Financial Times è confermato anche da Goldman Sachs, che aveva sottolineato i rischi per il sistema bancario legati alla vittoria del No, mentre il Financial Times in un commento aveva ipotizzato la possibilità di un'uscita dell'Italia dall'euro. 

«Renzi che ha detto che si dimetterà se perderà il referendum, ha promosso una soluzione di mercato per risolvere i problemi da 4.000 miliardi di euro del sistema bancario italiano». E nel caso di dimissioni di Renzi i banchiere temono «la protratta incertezza durante la creazione di un governo tecnico». 

Secondo l'autorevole testata finanziaria gli 8 istituti a rischio sono:
  • Monte dei Paschi di Siena 
  • la Popolare di Vicenza
  • Carige
  • Banca Etruria
  • CariChieti
  • Banca delle Marche 
  • CariFerrara.

Non è la prima volta che poniamo dubbi sulla solidità del sistema bancario italiano
Questa, ancora una volta, ne è la riprova. Sconcertante che basti un voto popolare per cambiare le sorti di istituti di credito che dovrebbero invece essere un esempio di solidità, ma che come sappiamo negli ultimi anni, si sono comportati in maniera più che illecita nei confronti degli stessi correntisti, preferendo le speculazioni finanziare alla solidità della buona amministrazione.  


Articoli già pubblicati da SDL Centrostudi  


martedì 22 novembre 2016

CONTI CORRENTI ALLEGGERITI ALL'UNICREDIT: MA, PER UNA VOLTA, NON È ANATOCISMO

Una dipendente della filiale di piazza Roma della Unicredit a Cremona avrebbe sottratto denaro dai conti di almeno due correntisti, di sicuro da quello di una persona anziana che si è già affidata ad un legale e, altrettanto certamente, da quello di una persona ormai deceduta, i cui eredi hanno a loro volta allertato un avvocato.

Sicuramente ciò è stato fatto all'insaputa dei vertici della banca, tanto che Unicredit stessa si dichiara parte lesa, ma solleva una questione importante: che differenza c'è fra sottrarre dei soldi dai conti correnti come in questo caso e sottrarli tramite anatocismo e usura bancaria? In entrambi i casi viene commesso un reato, e spesso è molto più complesso risalire ai retati di anatocismo e usura. Ecco perché c'è la preanalisi gratuita  di SDL Centrostudi a venirvi in aiuto per scovare illeciti sul vostro conto bancario. 


La filiale di Cremona coinvolta