mercoledì 4 ottobre 2017

UN'ALTRA SCONFITTA GIUDIZIARIA PER LA BANCA POPOLARE DI BARI

La Banca Popolare di Bari è protagonista di un’altra sconfitta giudiziaria, infatti l’istituto sarà costretto, in forza di una sentenza della quarta sezione civile del tribunale di Bari, a rendere accessibile il registro elettronico contenente l'ordine cronologico di vendita delle azioni della Banca Popolare di Bari. 

La sentenza condanna la banca a consegnare copia del registro elettronico, in cui sono elencate tutte le operazioni di compravendita delle azioni in ordine di tempo, a un socio della stessa banca che ne aveva fatto richiesta.

È quanto riporta la pagina di Repubblica di Bari 

L'istituto si era opposto alla richiesta dichiarando che in questo modo si sarebbe violata la privacy degli altri azionisti, ma il giudice ha respinto l'opposizione. Fra i soci-azionisti della banca in molti, già in occasione del primo svalutamento del valore azioni, avvenuto nel 2016, sospettano che ci siano stati favoritismi. 

Quella sentenza nasce da un decreto ingiuntivo presentato in estate da un azionista barese, assistito dall'avvocato Domenico Romito, che nel 1996 aveva acquistato circa 430 azioni, cercando di rivenderle a partite dal dicembre 2015: "Più volte la banca si era rifiutata di consegnare l'ordine cronologico di vendita adducendo non meglio identificate esigenze di riservatezza". La sentenza del giudice è però chiara: "Il socio deve essere ammesso all'esame dei registri elettronici degli ordini di vendita e di acquisto e quindi ha diritto di ricevere copia documentale delle relative risultanze e per tale ragione è legittimato ad avvalersi dello strumento processuale monitorio per ottenere la consegna di tale documentazione".

Adesso l'esame di quel registro secondo l'avvocato Romito "consentirà la verifica della posizione del socio al momento del conferimento dell'ordine e di comprendere se l'ordine non è stato eseguito in favore di altri soci che hanno presentato dopo la richiesta di vendita. Sarà possibile fare luce sulla regolarità delle transazioni". Dal fronte dell'istituto però c'è la massima tranquillità: "La Banca si è sempre comportata in maniera trasparente, dovendo sempre tutelare la privacy della propria clientela".



martedì 3 ottobre 2017

BANCHE: LA TEMPESTA È DAVVERO PASSATA?

I media celebrano la fine della crisi delle banche: Etruria, Banca Marche e Carichieti ora sono nel gruppo Ubi, Carife è stata affidata alle cure di Bper, le due ex popolari venete sono state comprate da Intesa Sanpaolo e con l'acquisto da parte di Credit Agricole delle Casse di Risparmio di Cesena, Rimini e San Miniato sono salvi anche gli ultimi istituti che rischiavano di fare crac.


Ma abbiamo davvero la certezza che la tempesta, che è costata al momento più di 60 miliardi, di cui un terzo a carico dei contribuenti, sia davvero passata? 


Analizzando i dati forniti dalle banche, l’impressione è che non sia assolutamente così. 

Carige ha infatti la necessità di trovare un miliardo su circa 200 milioni di capitalizzazione entro la fine dell'anno. 

Lo stesso ad, Paolo Fiorentino, ha detto ai soci che nel caso in cui l'aumento non andasse a buon fine, sarà necessario andare a Francoforte a discutere del futuro della Banca. 

L'operazione di conversione dei bond subordinati in bond senior messa in atto è infatti parte della manovra di rafforzamento patrimoniale messa in piedi da Fiorentino, che ha tra i suoi cardini anche l'aumento di capitale fino a 560 milioni e la cessione di asset. 

Il tutto entro il 31 dicembre, come chiesto dalla Bce, quindi in tempi molto stretti. A Siena invece c'è grande attesa per il ritorno in Borsa a metà ottobre di Mps: l'ultima parola spetta alla Consob che ha sospeso il titolo dalle contrattazioni lo scorso 23 dicembre. 

Il prezzo delle azioni del nuovo Monte di Stato girerà attorno ai 4,3 euro, secondo le stime degli analisti, ma i riflettori del mercato sono accesi anche sul rapporto fra i nuovi soci: oltre al Tesoro, con il 70%, le Generali che vogliono far pesare il loro ruolo di secondo azionista con il 4,3% in vista del rinnovo del cda. 

Il Monte dei Paschi e Carige sono la dimostrazione lampante di come i crediti deteriorati zavorrino gli istituti di credito italiani, rischiando costantemente di portarli sull’orlo della bancarotta. Sorvegliate speciali sono anche le BCC, in piena evoluzione fra Iccrea e a Cassa Centrale. Il sistema cooperativo dovrà affrontare mesi di pulizie ulteriori dei bilanci con sullo sfondo l'Aqr, ovvero la revisione degli attivi, e gli stress test che verranno tenuti per la prima volta dalla Bce a primavera del prossimo anno.


PER APPROFONDIRE

sabato 30 settembre 2017

AUMENTO CONTI CORRENTI: DAL 1° OTTOBRE ARRIVA LA STANGATA

L’autunno appena iniziato sarà molto caldo, almeno per quanto riguarda i costi di gestione dei conti correnti online. Dal primo ottobre le banche iniziano a introdurre nuove spese di gestione dei conti e per operazioni effettuate allo sportello e prelievi dai bancomat. Si può arrivare, secondo le stime, fino a ben 4 euro per un'operazione allo sportello, a 2 euro per l'invio dell'estratto conto e a 35 euro per l'apertura di un conto online dalla filiale fisica.



Le variazioni dei costi riguarderanno principalmente il prelievo del contante allo sportello, movimenti allo sportello, bonifici disposti in filiale, costo per ogni utenza domiciliata in banca. E per istituti di credito attivi sostanzialmente sul web cambiano costo per ogni utenza domiciliata, prelievo Atm su propria banca, altra banca e prelievo in un altro paese dell'Unione. Secondo quanto riporta, Il Corriere delle Comunicazioni, dal 1° ottobre, pur mantenendo a zero il canone mensile, tra gli istituti di credito virtuali che applicheranno rincari vi saranno: conto Hello! Money di Hello Bank (4 euro per bonifico allo sportello e 1 euro per l'estratto conto cartaceo); conto corrente Digital di Che Banca! con 3,80 euro per costi extra; We Bank di Webank.it dove un bonifico costerà 3 euro e 1,35 l'estratto conto cartaceo.


I meno colpiti da questi incrementi sono gli utenti che operano esclusivamente solo in filiale: in questo caso la variazione è stata di circa 13,7 euro (per i single questa operatività è anche più conveniente di circa 11,7 euro rispetto al 2013), anche l'utilizzo esclusivo allo sportello continua a risultare meno conveniente dell'home banking con 136, euro medie di spese all'anno contro 89 e i 109,8 euro dell'operatività mista.


Cosa possono fare i consumatori per difendersi da questi rincari applicati unilateralmente? Se la banca aumenta unilateralmente i costi dei conti correnti, la normativa vigente stabilisce la possibilità di recedere dal contratto cambiando banca e senza sostenere costi accessori.


Uno studio recente ha riscontrato aumenti dei costi annuali complessivi per i clienti fino a 36 euro solo negli ultimi quattro anni, principalmente per quanto riguarda i conti con operatività mista, cioè sia online che in filiale. Fra i conti correnti online aumenteranno anche quelli a zero canone, molto pubblicizzati dagli istituti di credito negli ultimi anni. 

Le maggiorazioni coinvolgono principalmente chi possiede un conto corrente di un istituto di credito tradizionale (quindi banche ed operazioni allo sportello) con operatività mista (online e in filiale). Sono circa 27,9 euro all'anno in più i soldi che si pagano rispetto al 2013; con un aumento maggiore relativo per il profilo di consumo "famiglia" che, rispetto a 4 anni fa, paga 36 euro in più (133 euro contro 97 euro).

mercoledì 27 settembre 2017

SDL CENTROSTUDI SPONSOR DEL PROGETTO LEGALITÀ



L'Associazione Bang (cultura della legalità) con SDL Centrostudi, partner dell’iniziativa, organizza il 5 ottobre 2017 alle ore 21.00 a Cernusco Lombardo, in provincia di Lecco, la giornata di studio “La corruzione spuzza".

Ospiti della serata:
Raffaele Cantone (Presidente dell’Autorità Nazionale AntiCorruzione)
Francesco Caringella (Consigliere di Stato)


Presso il Cine-Teatro San Luigi

Via Lecco, 45. Cernusco Lombardo (LC)

Ad accompagnare gli ospiti vi saranno Piero Calabrò e Roberto Romagnano, co-organizzatori e responsabili del “Progetto Legalità” (www.progettolegalita.com), che dal 2012 si propone l'obiettivo di una riflessione collettiva e partecipata in Lombardia sui temi della corruzione e della presenza mafiosa nell'economia, nella politica e nella società.


L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti e come di consueto sarà possibile seguire la diretta streaming sulla pagina Facebook @progettolegalitabrianza o il live twitting sul profilo Twitter di Progetto Legalità.


SDL Centrostudi, partner dell’iniziativa, è una società all’avanguardia specializzata nell’analisi delle problematiche attinenti i rapporti con il sistema finanziario e bancario e nella lotta all’anatocismo, di ristrutturazione del debito delle imprese, del sovraindebitamento, dell’esdebitazione e di ogni aspetto del contenzioso tributario, offrendo sostanziali e concrete soluzioni.


lunedì 7 agosto 2017

BANCA ETRURIA, MULTE CONSOB PER 2,8 MILIONI DI EURO, ANCHE A PIERLUIGI BOSCHI

Gli ex dirigenti sono accusati di avere venduto ai propri clienti prodotti rischiosi senza informarli adeguatamente dei rischi che correvano. Consob sta notificando sanzioni a ex amministratori, sindaci e dipendenti di Banca Popolare Etruria per la vendita di obbligazioni nascondendo la corretta raffigurazione della situazione patrimoniale e finanziaria della banca.


Lo dice una fonte vicina alla Commissione, confermando quanto scritto da La Repubblica oggi.

In totale le multe ammontano a 2,8 milioni di euro, secondo la fonte.

Fra i soggetti multati anche Pierluigi Boschi, padre della sottosegretaria alla presidenza del Consiglio Maria Elena, ex vicepresidente della popolare salvata dal governo a fine 2015 assieme ad altri tre istituti con un'operazione costata oltre 5 miliardi di euro. Secondo il quotidiano romano Boschi è stato multato per 40.000 euro.

Multata anche la stessa banca.

Consob imputa ai componenti del Cda, ai sindaci, al direttore generale e al collegio sindacale di aver violato l'articolo 94 del Tuf che prevede che i prospetti rendano conto fedelmente della situazione patrimoniale dell'emittente e che vengano aggiornati con eventuali fatti nuovi significativi.

Sulla popolare è in corso anche una inchiesta penale.


Sdl Centrostudi ne aveva già parlato ne 2015, in alcuni articoli, tra i quali: 



giovedì 13 luglio 2017

ADDIO EQUITALIA: ARRIVA "RISCOSSIONE"

Il 1 luglio è nata la nuova Agenzia Entrate – Riscossione, che prende il posto di Equitalia.  

Ma cosa cambia davvero? 

Per prima cosa, le cartelle esattoriali e, in genere, tutte le iscrizioni a ruolo e i procedimenti in corso non spariranno nel nulla: alla loro gestione ci penserà la nuova Agenzia delle Entrate-Riscossione, ente pubblico che avrà dei poteri senza dubbio maggiori e più penetranti di Equitalia. In più l'Agenzia delle Entrate-Riscossione avrà la possibilità di accedere direttamente sui conti dei contribuenti così come Agenzia delle Entrate sin dal 2006. In altri termini, qualora il contribuente, nonostante la notifica di un avviso di accertamento esecutivo o di una cartella di pagamento decidesse di non versare le somme intimate, il nuovo organismo potrà acquisire con estrema facilità tutte le informazioni necessarie per procedere in via cautelare o esecutiva nei confronti del debitore (reperire informazioni relative ai conti bancari o postali, ai rapporti di lavoro ecc.). Azioni che Equitalia non era autorizzata a fare. 

Grazie al nuovo decreto fiscale, sarà possibile per l’agenzia adibita alle riscossioni accedere alle banche dati che, invece, erano vietate ad Equitalia, in modo da poter avere un prospetto completo dei beni eventualmente pignorabili. Al momento però il passaggio da Equitalia a Agenzia delle Entrate-Riscossione è bloccato da due gravi problemi. 

La Corte dei Conti, ha fatto sapere al Tesoro che la nomina dell’attuale numero uno di Equitalia Ernesto Maria Ruffini a capo dell’Agenzia in cui confluirà il braccio della riscossione “desta perplessità”. Le perplessità sono date dal fatto che la nomina proposta è in violazione della Legge Severino, che sancisce il divieto di affidare posizioni di vertice in un’amministrazione pubblica a chi nei due anni precedenti abbia svolto incarichi “enti di diritto privato regolati o finanziati dall’amministrazione o ente pubblico che conferisce l’incarico”. 

Il Consiglio di Stato ha rinviato al 27 luglio la decisione sul passaggio senza concorso dei dirigenti di Equitalia (formalmente una società privata) alle Entrate, contro cui ha presentato ricorso il sindacato dei dirigenti pubblici Dirpubblica. In caso contrario si configurerebbe, secondo la tesi di Dirpubblica, una violazione dell’articolo 97 della Costituzione e la loro nomina risulterebbe illegittima, come è accaduto nel caso dei “dirigenti incaricati” bocciati dalla Consulta. Il giudice amministrativo d’appello non ha accolto la sospensiva immediata, non ravvisando un danno “attuale”, ma ha fissato la discussione in camera di consiglio per il prossimo 27 luglio.

sabato 24 giugno 2017

BCE: "VENETO BANCA E POPOLARE DI VICENZA PROSSIME A FALLIRE"

La Banca centrale europea ha dichiarato che la Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca sono "in fallimento o in  probabile fallimento". E ha informato il Single Resolution Board, (Srb) il quale ha deciso di non applicare la procedura di risoluzione. Le due banche quindi saranno liquidate secondo le procedure delle norme italiane.

Lo comunica oggi ADN Kronos che conferma come sia già pronto e immediato l'intervento del governo, che ha già pronta l'operazione di salvataggio. 

Rapida la risposta dell'avvocato Biagio Riccio, che sulla pagina Facebook di SDL Centrostudi replica con fermezza. Riportiamo la sua riflessione coraggiosa sul sistma di vigilanza delle banche 


SE UNA BANCA VALE UN EURO
Fa impressione sentire le cronache dei giornali che Intesa abbia offerto simbolicamente un euro per comprare gli asset positivi delle banche venete, mentre quelli negativi, crediti deteriorati in particolare, saranno a carico dello Stato ( la stessa operazione da sciacalli fu fatta con il Banco di Napoli).
È la funesta conclusione di una gestione ad opera di amministratori che hanno concesso fidi clientelari e non hanno saputo neppure gestire crediti deteriorati. Infatti si vuole procedere, giustamente, ad un'azione di responsabilità nei loro confronti 
Ma sorgono alcune domande:
1- Come è possibile che nonostante la capitalizzazione ( iniezioni miliardarie ) di Fondo Atlante la banca popolare di Vicenza sia dichiarata insolvente? 
2- Dove erano la Banca d' Italia e la Banca Centrale Europea quando nella pancia delle due banche, la Veneta e la Popolare di Vicenza, si sono formati montagne di sofferenze ( oltre 9,6 miliardi di euro ) che difficilmente saranno smaltite, con la conseguenza che il relativo buco ovviamente sarà pagato con soldi pubblici? 
3- Siamo alla settima banca che salta.E tardivo il governo con la sua Commissione di inchiesta che non prenderà il largo, perché siamo a fine legislatura.Il sistema bancario è marcio perché le banche non seguono la loro naturale vocazione: quella dell'intermediario che raccoglie i depositi ed attua gli investimenti. Corrono ai facili profitti, quelli dei derivati, della finanziarizzazione, scommettendo con i risparmi della povera gente. 
4- Bisogna avere il coraggio di punire banchieri senza scrupolo, ma anche BANCA D'ITALIA e la CONSOB che dormivano mentre il patrimonio dei risparmiatori italiani veniva mangiato vivo.
Abbiamo perso oltre un anno, bruciato milioni di euro ed il desolante destino è comunque quello della liquidazione di gloriose banche che hanno alimentato il nord est, la locomotiva dell'economia italiana. 
Se una banca vale meno di un caffè siamo al baratro dell'economia reale. La nostra è la Repubblica delle banane.